OPEC taglia previsioni domanda

Le quotazioni dei principali indici di Borsa a livello globale hanno messo a segno una seduta caratterizzata da segni misti.

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Le quotazioni dei principali indici di Borsa a livello globale hanno messo a segno una seduta caratterizzata da segni misti. In un’intervista la Presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, non ha escluso un terzo rialzo consecutivo dei tassi da 75 punti base nel meeting di settembre, anche se lo scenario base è di un aumento di 50 punti base. Per la Governatrice, il costo del denaro dovrebbe arrivare al 3,5% entro la fine dell’anno e gli effetti dei precedenti aumenti non si sono ancora visti a pieno. Infine, l’esponente della Banca centrale USA ha evidenziato come sia ancora troppo presto per dichiarare vinta la battaglia all’inflazione. Lato materie prime, da un report dell’IEA si legge come le sanzioni occidentali hanno avuto un impatto limitato sull’output di petrolio russo, con l’associazione che ha alzato le stime sulla produzione di greggio nel Paese al 2023. Nel frattempo, l’OPEC ha segnalato che l’offerta di petrolio starebbe lentamente raggiungendo la domanda. Per il Cartello dunque, non vi è la necessità di aumentare ulteriormente la produzione nel breve. Oltre a questo, sono state abbassate le stime sulla richiesta globale per il 2022 e il 2023 di 260mila barili al giorno. L’Organizzazione dei Paesi produttori ha inoltre tagliato le previsioni di PIL globale dal 3,5% al 3,1%. Sul fronte dei dati macro invece, è da mettere in luce come le richieste di sussidi di disoccupazione abbiano raggiunto i massimi del 2022, toccando le 262mila unità (attese di Bloomberg a 265mila unità). Oltre a questo, l’indice dei prezzi alla produzione è sceso per la prima volta dall’inizio della pandemia segnando una variazione del -0,5%.

Fiducia consumatori USA sotto la lente

Nella giornata odierna gli operatori dei mercati finanziari saranno concentrati su alcuni dati macroeconomici di rilievo per l’Eurozona e gli Stati Uniti. Durante la mattina gli investitori monitoreranno i dati della produzione industriale dell’Eurozona di giugno. Nel pomeriggio invece il focus passerà agli USA per il dato della fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan (agosto).