La scorsa settimana è partita con il piede giusto per i mercati azionari tranquillizzati dall’ottimismo iniziale per l’incontro a livello vice ministeriale che si è svolto tra la Cina di Xi Jinping e gli Usa di Donald Trump sul tema commerciale. L’eco del tono costruttivo nei negoziati, che si sono tenuti a Pechino, ha dato poi un’ulteriore spinta ai principali listini azionari al termine del terzo giorno di trattative (non previsto dal calendario degli incontri).

Le dichiarazioni arrivate da entrambe le controparti lasciano sperare nella possibilità di una intesa commerciale nei prossimi mesi, ma i falchi americani difficilmente faranno grandi concessioni alla Cina. Si teme dunque che qualsiasi accordo verrà raggiunto, sarà comunque fragile. 

I mercati hanno però apprezzato che i colloqui tra le due principali economie mondiali si stanno spostando verso sfere più alte. A fine mese, infatti, il vice premier cinese Liu He è atteso in visita a Washington per portare avanti i negoziati commerciali, alimentando le speranze per il raggiungimento di una tregua di più ampio respiro sui dazi. 

Anche i toni più morbidi della Federal Reserve hanno tranquillizzato ulteriormente il sentiment. Nel suo discorso di giovedì all’Economic Club di Washington, il chairman Jerome Powell ha sottolineato nuovamente che la banca centrale Usa sarà paziente nel procedere a ulteriori rialzi dei tassi di interesse, mentre continuerà a ridurre il proprio bilancio su livelli più normali.

Sul fronte Brexit, è arrivata l’ufficialità: il prossimo 15 gennaio il Parlamento del Regno Unito sarà chiamato ad approvare il piano della Premier Theresa May. Nel caso in cui il parlamento non dovesse approvare l’accordo su Brexit, la May avrà tre giorni di tempo per presentare un nuovo piano.