Dopo la festività a Wall Street per il Martin Luther King Day, le quotazioni dei principali indici di Borsa a livello globale hanno messo a segno una seduta caratterizzata dalle vendite. Sul fronte obbligazionario, è da segnalare come i rendimenti del titolo di Stato USA a 2 anni sia salito ai massimi da febbraio 2020, arrivando all’1,04%. Secondo gli analisti, il motivo di questo movimento è da ricercare nelle aspettative crescenti per quattro ritocchi al rialzo dei tassi di interesse nel 2022 da parte della Federal Reserve. Sul fronte delle materie prime, è da sottolineare come il prezzo del petrolio WTI abbia aggiornato i massimi da ottobre 2014. Diversi i motivi che hanno portato la materia prima ad apprezzarsi. Gli investitori stanno puntando sul fatto che nell’anno in corso la domanda possa superare l’offerta. Oltre a questo, si devono considerare le tensioni geopolitiche come quelle che hanno provocato l’attacco terroristico ad opera degli Houthi a delle cisterne petrolifere in Arabia Saudita. Nel suo report mensile, l’OPEC ha evidenziato che la forza del mercato dovrebbe persistere anche con le politiche monetarie più restrittive da parte delle Banche centrali. Secondo il Cartello inoltre, l’impatto della variante Omicron del Covid-19 sarà breve. L’aumento delle quotazioni dell’oro nero è visto con negatività in quanto è uno dei fattori che contribuisce a spingere l’inflazione, che in territorio statunitense è arrivata al 7% a dicembre. Intanto il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato che la Germania potrebbe considerare lo stop al gasdotto Nord Stream 2 nel caso in cui la Russia dovesse attaccare l’Ucraina.

Focus sui dati macro USA

La giornata odierna sarà scarna per quanto riguarda la pubblicazione di dati macroeconomici di rilievo. Gli operatori dei mercati finanziari saranno concentrati solamente su pochi dati in arrivo dagli Stati Uniti. Per gli USA si attendono i dati dei permessi edilizi e delle nuove costruzioni abitative di dicembre. Segnaliamo inoltre che verranno pubblicati i conti trimestrali di alcune big del settore bancario statunitense: Bank of America e Morgan Stanley, ma anche Procter&Gamble e United Airlines.