Le quotazioni dei principali indici di Borsa a livello globale hanno archiviato un’altra seduta all’insegna della positività, con gli investitori che hanno ben interpretato le indicazioni giunte dalla riunione di luglio della Federal Reserve che si è tenuta nella serata dello scorso 28 luglio. Nella giornata di ieri sono stati pubblicati i dati del PIL statunitense del 2° trimestre del 2021, che si è attestato al 6,5%, al di sotto delle attese degli analisti di Wall Street all’8,4% ma sufficiente a riportare l’economia statunitense al di sopra dei livelli pre-pandemici. A spingere la crescita USA sono stati principalmente fattori come la riapertura delle attività, il ritmo sostenuto delle vaccinazioni e l’importante spesa governativa. Diversi analisti si attendono ora un rallentamento della crescita nella seconda parte dell’anno, a causa dell’incremento dell’inflazione, della carenza di lavoratori e delle problematiche alle catene di approvvigionamento. Oltre a questo non bisogna dimenticare la rapida diffusione della variante Delta di Covid-19, che potrebbe portare a nuove restrizioni e ad una diminuzione della spesa per i viaggi e l’intrattenimento. Nel frattempo dal mercato del lavoro a stelle e strisce continuano ad arrivare segnali positivi. Nell’ultima settimana infatti le richieste di sussidi di disoccupazione sono tornati a scendere verso le 400mila unità dalle precedenti (riviste) 424mila. La rilevazione rimane comunque significativamente più elevata rispetto alle 218mila unità del 2019. A rasserenare l’umore degli operatori è stato anche l’accordo raggiunto da un gruppo bipartisan di senatori su un pacchetto infrastrutturale da 1.000 miliardi di dollari.

I MARKET MOVER

Durante la mattinata di oggi, le attenzioni degli investitori saranno rivolte al Prodotto Interno Lordo del 2° trimestre 2021 di Germania, Italia e zona Euro. Per l’Eurozona e l’Italia verranno anche pubblicate le misurazioni relative al tasso di inflazione di luglio (anticipato). Nel pomeriggio il focus come di consueto si sposterà verso gli Stati Uniti. Saranno quindi da tenere sotto controllo i dati sulle spese e i redditi personali di giugno, il PMI di Chicago (luglio) e la fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan (luglio).