La Banca centrale europea ha tagliato i tassi di interesse di 10 punti base, portando il tasso di rifinanziamento principale allo 0,05% (da 0,15%), mentre quello sui depositi è stato abbassato a -0,20% (da -0,1%). Ridotto anche il tasso di rifinanziamento marginale, portato allo 0,3% (da 0,4%).

La decisione della Bce è preparatoria in vista delle prossime aste Tltro che partiranno dal 18 settembre prossimo e l’ulteriore abbassamento dei tassi sui depositi dovrebbe impedire alle banche che faranno rischiesta di fondi di tenerli “parcheggiarli” a Francoforte. L’effetto sull’economia reale dovrebbe essere pertanto indiretto e il successo dipenderà dai fondi che le banche richiederanno a partire dal 18 settembre prossimo. Inoltre, a seguito delle misure odierne, Draghi potrebbe decidere di abbassare ulteriormente i tassi previsti per le aste Ltro di 10pb.

I mercati hanno accelerato al rialzo dopo l’annuncio del taglio dei tassi, a conferma che le aspettative su questa decisione non erano poi così scontate. In realtà, un forte flusso di acquisto era partito già al termine del Consiglio Direttivo, dopo che erano circolate voci sulla discussione di piano di acquisto asset tra i vari membri della Bce. A Milano il Ftse Mib ha accelerato al rialzo, sfondando soglia 21 mila punti e tornando ai livelli che non si vedevano da fine luglio.

Sul mercato valutario, precipita l’euro verso le principale divise. Il cambio Eur/Usd ha rotto il supporto collocato a 1,3110 e si sta dirigendo ora verso l’obiettivo psicologio a 1,30, minimi da luglio 2013.

L’euforia generatasi nell’ultima ora potrebbe svanire presto se da Draghi non dovessero arrivare notizie sul tema QE. Se dovessero emergere dettagli in più che lascino intravedere la possibilità che il piano di acquisto asset della Bce è prossimo alla partenza, i mercati potrebbero dare seguito a una nuova ondata rialzista in grado di riportare le quotazioni dell’indice italiano verso i massimi di giugno a 22.500 punti nell’arco di poche sedute.