Proseguono in rialzo i listini statunitensi nonostante i dati deboli arrivati dalle vendite al dettaglio. A luglio il dato ha mostrato una crescita nulla su base mensile, contro il +0,2% del consenso. Timido rialzo per il dato che esclude la componente auto, salita dello 0,1%. Dopo i dati il dollaro è finito sotto pressione, mentre le borse non hanno risentito particolarmente della delusione. Queste figure ritardano l’aspettativa di un rialzo dei tassi della Federal Reserve e questo giustifica le vendite sul biglietto verde. Il mercato tiene l’attenzione rivolta anche alle vicende in Ucraina, dove stanno arrivando gli aiuti umanitari partiti da Mosca. L’occidente teme che la mossa di Putin possa costituire una minaccia per l’Ucraina. Secca la risposta della Russia, che si è rifiutata di concedere gli aiuti alla Croce Rossa come intermediario finale per la consegna in Ucraina. Questa situazione potrebbe degenerare nelle prossime ore. Il clima di tensione tra la Russia e l’Occidente è su livelli altissimi e potrebbe sfociare anche in uno scontro militare nei prossimi giorni.

Francia vs Germania, tensione prima del Pil

Gli operatori tengono l’attenzione rivolta ai dati sul Pil del 2° trimestre di Germania e Francia che arriveranno domattina prima dell’apertura dei mercati. Si prospettano delle figure deludenti, con la crescita tedesca che potrebbe finire addirittura in negativo su base trimestrale. Rimane molto delicata la situazione anche in Francia, dove l’economia sembra incapace di riprendersi e il bilancio dello Stato rischia di non raggiungere i target sul deficit stabiliti con la Ue. In proposito, fanno riflettere le dichiarazioni del premier francese, Manuel Vals, secondo cui domani il Ministro dell’Economia terrà una conferenza stampa dopo i dati sul Pil per fare luce sullo stato delle casse di Parigi. Che il Paese d’Oltralpe sia in difficoltà non è certo una novità, ma gli operatori potrebbero iniziare a scontare che la situazione è peggio del previsto. Il mancato raggiungimento dei target sul deficit potrebbe per un Paese importante come la Francia aggiungerà ulteriori pressioni alla Bce e incrementerà lo scontro tra Berlino e Parigi, dopo le dichiarazioni di Weidmann riportate da Le Monde questa mattina. Questa situazione potrebbe aumentare anche il rischio di un ritorno alle urne per il governo di Hollande, la cui popolarità è in forte discesa dopo la decisione di aumentare le tasse e tagliare la spesa pubblica.