Proseguono positivi gli indici azionari a Wall Street dopo i conti incoraggianti di Yahoo (+6,3%) e i dati macro odierni. I dati sulla crescita cinese sono stati lievemente migliori delle attese, anche se in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. La sensazione è che gli investitori abbiano apprezzato il trend di miglioramento evidenziato nel mese di marzo dopo la debolezza dei primi mesi dell’anno. Tutto sommato positive anche le figure rilasciate negli Usa, con gli avvii di cantieri edilizi che a marzo sono saliti del 2,8% m/m. Brillante soprattutto la produzione industriale, salita ben oltre il consenso, con la capacità di utilizzo che ha raggiunto livelli che non si vedevano da giugno 2008. Importante da segnalare che la lettura di febbraio è stata rivista a +1,2% m/m (da +0,6%), segnando la miglior performance dal 2010. L’attesa è per questa sera, quando sarà pubblicato il Beige Book, che farà il punto sull’economia Usa a due settimane dal meeting del Fomc. Per ora la crescita dell’economia a stelle e strisce non è esplosiva tanto da spingere la Fed a rivedere il ritmo di riduzione degli stimoli monetari.
Sul fronte trimestrale, gli operatori sembrano aver messo da parte le cifre deludenti rilasciate da Bank of America (-2,5%) e attendono ora le figure di Google, IBM e American Express. Quest’ultima è particolarmente importante, dato che potrebbe dare un’indicazione di massima sui consumi delle famiglie Usa. Cautela per IBM, che potrebbe soffrire della vendita di pc. Volano anche le borse europee, con Milano che è stata la miglior piazza europea.

Forex: sterlina in forte apprezzamento dopo dati, BoE sempre più vicina ad alzare tassi

Sul mercato valutario, abbiamo assistito a un deprezzamento dello yen a seguito dei forti rialzi azionari che in qualche modo hanno stemperato l’avversione al rischio che ha dominato le ultime sedute. La divisa nipponica ha perso terreno verso le principali valute mondiali. In recupero la sterlina che ha beneficiato dei dati positivi arrivati sul fronte del mercato del lavoro britannico. Il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna si è attestato al 6,9% nei tre mesi sino a febbraio contro il 7,2% dei tre mesi precedenti. Sebbene la BoE abbia abbandonato già da diversi mesi il target sul tasso di disoccupazione al 7%, riteniamo che in qualche modo la rottura di questa soglia possa avere un effetto psicologico all’interno del board della Bank of England. Certo è che la lettura che hanno dato gli operatori sembra essere quella di un innalzamento dei tassi di interesse entro la fine del 2014.