Analisi

Oggi le applicazioni sono tornate operative, ma questo crash ha creato non pochi danni e soprattutto preoccupazioni al colosso americano. Il periodo peraltro non è del tutto tranquillo, visto che il settore tech sta ricevendo molta pressione, a causa di un panorama incentrato sulla paura che l’inflazione diventi incontrollata e le Banche Centrali alzino i tassi anticipatamente per fronteggiare questa eventualità. In uno scenario del genere sarebbero proprio i tecnologici a pagarne dazio, pesando su un settore che ha raggiunto prezzi altissimi e molti si chiedono se un crollo è ormai dietro l’angolo.

In questa cornice, tutte e tre le piattaforme hanno smesso di funzionare poco prima di mezzogiorno ET, quando i siti Web e le app per i servizi di Facebook rispondevano con errori del server.

ThousandEyes, un servizio di monitoraggio della rete di proprietà di Cisco, ha dichiarato in una e-mail che l'interruzione è stata il risultato di un errore del DNS (abbreviazione di Domain Name System, che è come una rubrica telefonica per i siti web).

L'interruzione ha segnato il periodo di inattività più lungo per Facebook dal 2008, quando un bug ha messo offline il sito per circa un giorno, colpendo circa 80 milioni di utenti. Oggi però la piattaforma ha più di 3 miliardi di utenti dunque le conseguenze sono state decisamente più pesanti.

Tra l’altro l'interruzione arriva un giorno dopo che è trapelata una ricerca interna privata in cui i documenti, riportati per la prima volta in una serie di storie del Journal, hanno rivelato che i dirigenti dell'azienda hanno compreso gli impatti negativi di Instagram tra gli utenti più giovani e che l'algoritmo di Facebook ha consentito la diffusione della disinformazione, tra le altre cose.

Il prezzo del titolo Facebook ha chiuso quasi la giornata perdendo quasi il 5%, ma oggi registra una ripresa intorno all’1%, segno che il mercato ha colto l’occasione per ricomprare.

Analisi tecnica

La situazione è molto interessante in quanto il calo di ieri si è poggiato esattamente sulla linea di trend rialzista attiva da più di un anno, rendendo il Turbo long con KO a 322.52 molto conveniente in terminidi risk-reward. Inoltre l’RSI sul giornaliero è andato ieri in ipervenduto e tenta oggi un recupero il che potrebbe essere un segnale buy non solo per chi crede nel business e crede che il crollo sia stato troppo repentino, ma anche per chi come me utilizza questo importante indicatore tecnico. Un rimbalzo potrebbe riportare il titolo a 350$ mentre una rottura vedrebbe il prossimo supporto in area 300$.