Il Dipartimento del Lavoro statunitense ha comunicato che a ottobre sono stati creati 214 mila nuovi posti di lavoro, sotto le attese che erano ferme a +235 mila unità. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,8% dal 5,9% del mese precedente, che si conferma essere il dato più basso da metà del 2008. Rivisti al rialzo i dati di agosto (da +180 mila a +203 mila unità) e di settembre (da +248 mila a +256 mila unità). Il tasso di partecipazione al lavoro è rimasto sostanzialmente stabile sui livelli minimi da aprile, al 62,8%, elemento questo che vanifica i miglioramenti del tasso di disoccupazione. Stabile anche il dato sulla crescita media dei salari, che a ottobre si è attestato al 2% a/a.

Nonostante il dato sia risultato poco sotto le attese, l’impressione è che queste figure non modifichino molto le aspettative per il rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve, che ora sono ferme a metà del 2015. Sebbene la crescita media dei nuovi posti di lavoro negli ultimi 12 mesi sia stata di 222 mila unità (ben al di sopra della soglia di 200 mila unità più volte citata da alcuni membri Fed), continua a generare qualche perplessità la bassa crescita dei salari, un elemento molto importante più volte richiamato dalla stessa Yellen affinché il mercato del lavoro possa definirsi in salute. Gli operatori ora volgeranno l’attenzione alle parole che la Yellen pronuncerà nella conferenza che si terrà a Parigi poco dopo le 16, dove si potrebbe avere un commento a caldo alla luce delle figure odierne.

Subito dopo il dato, sui mercati abbiamo assistito a delle vendite sul biglietto verde, che sono rientrare subito poco. Pressoché scarso l’impatto sui mercati azionari. I future a Wall Street indicano un’apertura sui nuovi massimi storici per gli indici Usa. Sul fronte macro, l’attenzione si sposta alla prossima settimana quando saranno rese note le figure sulle vendite al dettaglio del mese di ottobre, che contribuiscono al Pil dell’ultimo trimestre dell’anno.