Proseguono in calo gli indici azionari a Wall Street dopo 6 sedute consecutive di rialzi. Tra gli operatori sembra prevalere la cautela dopo i dati macro deludenti arrivati nel pomeriggio. Le vendite di nuove abitazioni a marzo sono scese del 14,5% su base mensile, raggiungendo livello più basso da luglio scorso. In alcune aree del Paese, come quella occidentale, le vendite sono ai minimi da settembre 2011. I dati sono molto deludenti, soprattutto se si considera che il miglioramento del clima non abbia prodotto gli effetti sperati. A questo punto attendiamo i dati di domani sugli ordini di beni durevoli di marzo che potrebbero dare maggiori indicazioni in merito. Non riteniamo che le figure siano tanto brutte da evitare un ulteriore giro di vite al quantitative easing della Fed da 10 miliardi di dollari la prossima settimana. Piuttosto il linguaggio sull’innalzamento dei tassi di interesse potrebbe essere molto più soft rispetto al meeting di marzo.

Importanti saranno anche le indicazioni che arriveranno questa sera dai conti dei colossi americani, quali Apple, Facebook e Texas Instrument. L’attenzione per il comparto tecnologico nell’ultima settimana è stata elevata, pertanto è lecito attendersi ripercussioni importanti se i conti dovessero deludere le attese.

Forex: yen in recupero, precipita il dollaro australiano

Sul mercato valutario, la seduta ha visto un rafforzamento dello yen in scia con il calo dei listini azionari. La divisa nipponica riamane molto tonica sia verso dollaro che verso euro, complice anche il permanere di una certo clima di tensione in Ucraina. Forte volatilità del cambio Eur/Usd, che dopo un apprezzamento iniziale questa mattina dopo i dati sui Pmi, ha virato in negativo nel pomeriggio. Il cross è rimane comunque sopra area 1,38. Il supporto principale rimane a 1,3785, al di sotto del quale si aprirebbe lo spazio per un affondo verso 1,37. Segnaliamo il violento deprezzamento del dollaro australiano dopo che nel primo trimestre il tasso d’inflazione ha mostrato una crescita ben al di sotto delle attese, ritardando il possibile rialzo dei tassi da parte della Banca centrale australiana (RBA). Domani attenzioni puntate sull’indice IFO in Germania e sugli ordini di beni durevoli negli Usa.