Giovedì 18 settembre gli scozzesi dovranno recarsi alle urne per decidere se lasciare la Gran Bretagna e divenire uno stato indipendente. In caso di vittoria del “SI” entro due anni la Scozia diventerebbe un nuovo stato indipendente nel Vecchio Continente. Ma prima di parlare delle possibili reazioni dei mercati facciamo qualche passo indietro.

Il legame tra Inghilterra e Scozia è sempre stato tormentato. Tutti abbiamo sentito almeno parlare delle vicende di William Wallace (anche perché Hollywood ha investito milioni di dollari nella trasposizione cinematografica degli anni 90 “Braveheart”) che ha condotto il popolo scozzese a battersi per l’indipendenza del proprio paese, contro il dispotico re Edoardo I d’Inghilterra. Eravamo ancora nel 1300 e l’indipendenza la ottenne poi Roberto I di Scozia qualche anno dopo. La storia mostra come i rapporti tra i due regni siano stati sempre intrecciati fino a portare al 1600 quando Giacomo VI Re di Scozia diventò Giacomo I Re d’Inghilterra e d’Irlanda unificando le corone. Solo un centinaio d’anni dopo nacque ufficialmente la Gran Bretagna (1 maggio 1707, anche se la Gran Bretagna moderna fu instaurata nel 1922 dopo la separazione dell’Irlanda).

Come dicevamo una storia tormentata. Indipendenza raggiunta dagli scozzesi dopo aver versato tanto sangue sugli sterminati e brulli campi di Edimburgo per poi ritornare assieme agli inglesi tra tradimenti e intrighi di corte.

Chi dovesse fare un salto a Londra si accorgerà immediatamente come il referendum sull’indipendenza della Scozia sia diventato il secondo degli argomenti più discussi dagli inglesi. Il primo rimane ormai da parecchi mesi il prezzo “assurdo” delle case londinesi (anche se recentemente si è assistito a un leggero calo). Ora anche la Scozia è sotto i riflettori dei cittadini del Regno Unito. Se i londinesi professano il loro amore eterno e perpetuo per gli scozzesi, la maggior parte di questi ultimi non vedrebbe l’ora di lasciare l’United Kingdom.