Molti addetti ai lavori attendevano con trepidazione la conferenza stampa del governatore della BCE, Mario Draghi, dopo il report pubblicato da Reuters sulle divisioni all’interno del Governing Council. L’agenzia di stampa aveva illustrato come i membri ribelli del Consiglio Direttivo guidati dal governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, fossero pronti a fronteggiare Draghi durante la cena alla vigilia del meeting per denunciare gli atteggiamenti non concilianti del banchiere italiano rispetto a quelli molto più morbidi del suo predecessore francese Jean-Claude Trichet. Le indiscrezioni di stampa prefiguravano la possibile partenza di una guerra civile all’interno della commissione operativa più importante del Vecchio Continente.

Nella conferenza stampa a Bruxelles, successiva alla decisione di lasciare il costo del denaro invariato allo 0,05%, Draghi ha declinato importanti precisazioni su tali indiscrezioni. Innanzitutto la guida dell’istituto di Francoforte ha specificato che la cena si è svolta senza alcun problema anzi ha voluto sottolineare come all’interno del Governing Council vi sia forte compattezza di progetti e idee. Il numero uno dell’istituto di Francoforte ha, infatti, affermato che il comunicato stampa sul meeting è stato firmato e sottoscritto da tutti i membri del Consiglio, cioè all’ unanimità. Ecco questa è stata la parola d’ordine della conferenza stampa. Unanimità del Governing Council a mantenere il proprio impegno a mantenere la stabilità dei prezzi e riportare quindi le aspettative di inflazione di medio/lungo termine ancorate appena al di sotto del 2%. Draghi non ha espressamente detto “whatever it takes”, come aveva fatto qualche anno fa in un celebre discorso a Londra, ma ha annunciato che saranno utilizzate nuove misure non convenzionali in caso di ulteriore deterioramento delle condizioni economiche di Eurolandia.