Draghi è stato tuttavia molto…abile, confermando le sue capacità da prestigiatore nelle conferenze stampa, non precisando esattamente quali possano essere i nuovi strumenti. Un piano di acquisto di titoli di stato? Acquistare obbligazioni delle imprese (corporate bond)? Nuove aste di rifinanziamento modificate? Concedere direttamente prestiti a famiglie e imprese nei paesi in difficoltà?

Noi conserviamo forti dubbi che la Bundesbank abbia lasciato carta bianca a Draghi per effettuare qualsiasi operazione. Crediamo che solamente un forte peggioramento delle principali variabili economiche di Eurolandia possa ammorbidire le posizioni di Weidmann e soci. Riteniamo che, guardando alle prospettive economiche, tale possibilità, tuttavia, si presenterà presto. Quindi nonostante le lamentele tedesche, i problemi legali e le difficoltà tecniche (molto difficile sarà implementare un piano che abbia effetti concreti e omogenei su tutti i paesi) valutiamo che un programma di Credit e Quantitative Easing possa essere implementato molto presto (almeno nei prossimi 6 mesi).

Il discorso di Draghi sull’unanimità e la compattezza era, tuttavia, necessario per ridurre le tensioni sui mercati. Il numero uno della BCE ha, inoltre, fornito ulteriori dettagli sulle manovre lanciate negli scorsi mesi. Le aste T-LTRO, gli acquisti di covered bond e ABS faranno aumentare il bilancio della BCE fino ai livelli raggiunti a marzo 2012, implicando un incremento delle attività per circa 1000 miliardi di euro. L’euforia sui mercati azionari di un Draghi molto “colomba” è durata però circa 2 ore per poi affievolirsi. Sul cambio euro/dollaro, complice anche la forza del biglietto verde, la direzione è stata invece ampiamente ribassista con il cambio che ha segnato a 1,2365 nuovi minimi da agosto 2012.