La giornata è stata ricca di eventi macroeconomici. Tuttavia le cifre macro non hanno avuto particolare impatto sul cambio euro/dollaro che ha mostrato una volatilità molto bassa. L’indice ATR (Average True Range, misura che calcola gli spostamenti medi del cambio) è sui livelli minimi degli ultimi due mesi.

Riepilogando, oggi è stato pubblicato l’indice ZEW tedesco relativo al mese di aprile. L’indice prospettico sulla Germania ha evidenziato un calo da 46,6 a 43,2 inferiore alle aspettative del consensus (45). Risultato ben migliore per il sottoindice relativo alla situazione corrente tedesca salito da 51,3 a 59,5. Un salto notevole ma determinato dal miglioramento del clima di fiducia sulla situazione attuale dell’economia. Cifre simili anche per Eurozona e Italia. L’indice sulle aspettative dell’economia del Vecchio Continente è sceso da 61,5 a 61,2, quello relativo all’Italia è diminuito da 44,6 a 35,7 (analisti ritengono che possano esserci ulteriori turbolenze sull’andamento dell’economia del Bel Paese). L’indice sulle condizioni attuali dell’economia Eurozona è migliorato da -36,7 a -30,5, dell’Italia da -74,8 a -70,4. Nei risultati della survey dell’istituto ZEW sono state scontate le paure per una possibile accelerazione della crisi in Ucraina e le attese su un prossimo intervento della BCE in materia di quantitative easing. Anche i dati macro arrivati dagli States non hanno avuto particolare impatto sui mercati. Il Dipartimento del Commercio ha comunicato le cifre sull’andamento dei prezzi al consumo che è risultato leggermente superiore alle stime. Il dato è in linea con le nostre prospettive di un proseguimento del tapering senza soste da parte della Federal Reserve.