Proseguono in frazionale calo gli indici a Wall Street in una seduta ancora orfana di indicazioni macroeconomiche interessanti. Il report della Fed di San Francisco di lunedì sera continua a creare incertezza sui mercati a una settimana dal meeting del Fomc. La nostra impressione è che fino a lunedì scorso i mercati confidavano che la Yellen avrebbe continuato ad allontanare l’aumento dei tassi di interesse (complice anche i dati deludenti del mercato del lavoro), mentre ora gli investitori sembrano essere tornati a riconsiderare questo rischio. L’attenzione è rivolta ora ai dati sulle vendite al dettaglio in agenda venerdì.

Intanto, le pressioni in vendita partite dal comparto governativo Usa (ieri nell’asta Tnote a 3 anni il rendimento è schizzato ai massimi da aprile 2011) stanno avendo ripercussioni anche in Europa. I rendimenti sui titoli di Stato sono saliti lungo tutte le scadenze. Sotto pressione anche l’area periferica, con Spagna e Italia che hanno quasi annullato i guadagni post Bce. A nostro avviso, l’impatto derivante dai timori sul referendum scozzese sia piuttosto limitato e il driver principale rimane il meeting della Fed, visto che i rialzi dei rendimenti ha interessato tutti i titoli di Stato europei, non solo quelli spagnoli.

Oggi nell’asta Bot a 1 anno il Tesoro è riuscito comunque a strappare di un soffio il nuovo minimo storico e domani andranno in asta titoli a 3, 7 e 15 anni fino a un massimo di 7 miliardi di euro. Anche sulla scadenza più a breve termine è atteso un nuovo minimo storico.

Forex: Franco svizzero sotto pressione dopo apertura SNB a tassi in negativo

Tra le valute, rimane sostenuto il dollaro statunitense verso le altre valute mondiali sulla prospettiva di un rialzo dei tassi da parte della Fed. I movimenti più marcati oggi sono arrivati dal franco svizzero, che ha perso terreno verso le principali valute mondiali dopo che il membro della Banca centrale svizzera (Swiss National Bank, SNB), Thomas Moser, ha aperto alla possibilità di tassi d’interesse in negativo. Il prossimo meeting della SNB è in agenda il 18 settembre. Il cambio Eur/Chf è passato da 1,2070 a 1,2120, livelli che non si vedevano dal 15 agosto scorso. In rialzo anche il cambio Usd/Chf, tornato a lambire area 0,94, top da oltre un anno. Riteniamo che le dichiarazioni possano essere state utilizzate per stemperare la recente forza della divisa elvetica, che nei giorni scorsi era tornata ai massimi da dicembre 2012 verso euro.