Saipem (-15,5% w/w)

Cosa è successo: È il titolo con le peggiori performance su base settimanale e mensile, con ribassi rispettivamente del 15,5% e del 26%. Nella top 5 dei titoli peggiori anche Eni, che in cinque giorni ha perso quasi il 6%. I titoli del comparto petrolifero hanno risentito decisamente del tonfo del greggio, -10% nell’arco delle ultime cinque sedute. A pesare sull’oro nero è l’eccesso di offerta presente sul mercato. Al calo della domanda mondiale e ai timori di un rallentamento della crescita cinese, si sono accompagnate l’ulteriore rialzo dei livelli di output da parte degli Stati Uniti (favorevoli ad un prezzo basso che spinga la crescita) e dell’Arabia Saudita.

Eventi da monitorare: Giovedì 6 dicembre: meeting Opec di Vienna dei principali produttori di petrolio

Cosa ci aspettiamo: Il settore ha confermato una correlazione perfetta con il greggio. Pertanto ci aspettiamo che possa rimanere volatile nelle prossime settimane, fino all’appuntamento OPEC. Il prezzo del greggio ha raggiunto ormai delle soglie chiave, su cui potrebbe tentare di reagire. Se i Paesi OPEC e non dovessero tagliare la produzione di 800.000-1.000.000 di barili, il mercato potrebbe anche rimbalzare fino a fine anno.

Enel  (+4,7% w/w)

Cosa è successo: Utili in crescita e maggiori investimenti nel triennio 2019 – 2021: la settimana di Enel è trascorsa all’insegna delle aspettative positive, nonostante l’andamento in controtendenza del prezzo del petrolio. Il dividendo minimo di Enel (0,28 nel 2018) seguirà una progressione che lo porterà a 0,32 euro per azione nel 2019, a 0,34 euro nel 2020 e a 0,36 nel 2021. Da rilevare anche che la prosecuzione del progetto di decarbonizzazione: entro il 2021, il 62% dell’energia generata dalla società sarà a zero emissioni (ora al 48%).