Settimana ricca di dati macroeconomici di particolare rilevanza che hanno aumentato la volatilità sui mercati valutari. Grande sorpresa è arrivata dalla stima preliminare sul PIL del primo trimestre statunitense. L’US Bureau of Economic Analysis ha comunicato che nel primo trimestre il prodotto interno lordo ha mostrato una crescita dello 0,1% su base annuale, ben peggiore rispetto all’incremento registrato nel trimestre precedente (+2,6%) e ben inferiore rispetto alle aspettative (consensus +1,2%). L’ufficio di statistica ha sottolineato come la stima sia stata realizzata su cifre incomplete e per avere una visione più concreta sull’andamento dell’economia americana si dovrà attendere il 29 maggio quando saranno rilasciate le nuove stime sul PIL del primo trimestre. Analizzando le cifre sul PIL è soprattutto la componente delle esportazioni a deludere (-7,4%) rispetto al positivo dato evidenziato nel quarto trimestre (+9,5%).

Il deludente dato sul PIL ha aumentato i dubbi sulle scelte del Board della FED. In serata avremo infatti le decisioni del FOMC in materia di politica monetaria. Nonostante il forte rallentamento della crescita delle attività economiche negli States, manteniamo comunque inalterate le nostre attese sulle prossime strategie monetarie della banca centrale del paese a stelle e strisce. Riteniamo che i tassi d’interesse rimarranno invariati su livelli bassi e si continuerà il processo di tapering ovvero la diminuzione graduale degli acquisti di titoli governativi da parte della FED. Prevediamo una flessione di ulteriori 10 mld di dollari degli stimoli monetari (acquisti mensili di titoli governativi – Treasuries e MBS – passeranno da 55 a 45 mld di dollari).