E’ appena iniziata una settimana densa di appuntamenti chiave sui mercati. Dal meeting della Fed al referendum scozzese, senza dimenticare la prima asta TLtro della Bce.

Questi eventi dovrebbero portare un deciso ritorno della volatilità sui mercati finanziari di tutto il mondo, con impatti rilevanti su tutte le asset class (equity, valute, bond e commodity).

Tra le borse che potrebbero finire maggiormente sotto pressione ci sarà sicuramente il Ftse 100 di Londra. Giovedì, all’indomani delle decisioni della Fed, gli investitori volgeranno lo sguardo al referendum che si terrà sull’indipendenza scozzese. Una vittoria dei “SI” dovrebbe appesantire il principale indice azionario della City, mentre i “NO” dovrebbero in qualche modo mantenere il Ftse 100 agganciato alla performance degli altri indici mondiali. Nonostante lo scoop dei sondaggi della scorsa settimana, abbiamo ragione di credere che la Scozia rimarrà legata al Regno Unito, con un compromesso politico che sarà trovato in extremis.

Dal punto di vista tecnico, il Ftse 100 nelle ultime sedute si è allontanato rapidamente dai massimi degli ultimi 15 anni (a 6.900 pt) toccati il 4 settembre. Il primo livello di supporto rimane a 6.760 punti (secondo dei ritracciamenti di Fibonacci nell’ascesa partita ad agosto), al di sotto del quale si assisterebbe a uno scivolone verso 6.650 punti e poi in area 6.530-6.500 punti, minimi da marzo scorso. Sarebbe questo un livello importante che scongiurerebbe un test alla trend line che congiunge i minimi crescenti dal 2009, in transito ora a 6.400 punti, e al di sotto del quale le prospettive rialziste di lungo periodo inizierebbero a vacillare. Indicazioni rialziste arriverebbero solo con un superamento di area 6.820 punti, al di sopra del quale si potrebbe prospettare un ritorno verso 6.900 punti.