Ennesimo dato brutto arrivato dalla Germania, con l’indice Zew che misura la fiducia degli investitori tedeschi che ha toccato nuovi minimi da oltre un anno e mezzo. Ad agosto, l’indice generale è precipitato a 8,6 punti, lontano dai 27,1 di luglio e dal consenso (18 pt). Si tratta del dato più basso da dicembre 2012 e per la prima volta negli ultimi 20 mesi il dato è tornato sotto la media di lungo periodo che passa a 24 punti. Male anche la voce della situazione corrente, passata a 44,3 punti dai 61,8 del mese precedente.

Il brutto dato è dovuto in larga parte all’insorgere dei rischi geopolitici, soprattutto quelli della vicina Ucraina, che hanno incrinato i rapporti commerciali tra la Germania e la Russia. Lo Zew è il primo indicatore di fiducia in ordine temporale che incorpora questi rischi dopo la nuova ondata di sanzioni arrivate a fine luglio, che hanno poi spinto la Russia a cancellare l’import di molti prodotti europei. Per un’economia export-centrica come quella tedesca, queste indicazioni rappresentano qualcosa in più rispetto a dei semplici timori.

Il quadro che emerge è tutt’altro che incoraggiante. Ora gli investitori terranno l’attenzione rivolta ai dati di giovedì mattina, quando saranno rese note le stime sul Pil del 2° trimestre di Germania e Francia. Dei dati deludenti anche su questo fronte dovrebbero accelerare il processo di attuazione del quantitative easing della Bce.

Nonostante le cifre deludenti arrivati dalla Germania, le borse dopo uno shock temporaneo, hanno riguadagnato i livelli prima della pubblicazione del dato, complice anche un’aspettativa crescente per l’azione della Bce. A conferma di ciò, la moneta unica ha accelerato al ribasso, con il cambio Eur/Usd che sta mettendo pressione ai minimi di periodo a 1,3340. Il cedimento di questo target aprirebbero a un affondo verso 1,33.