I dati preliminari sul PIL del terzo trimestre hanno portato uno scossone imprevisto sul quadro politico/economico del Giappone forzando il primo ministro Shinzo Abe a chiamare velocemente le elezioni anticipate dopo solamente due anni di mandato.

Ricordiamo che il Cabinet Office nipponico ha mostrato che il PIL del Terzo Trimestre è sceso dello 0,4% su base trimestrale e dell’1,6% su base annuale. Tenendo conto che nel secondo trimestre il PIL era sceso dell’1,9% su base trimestrale, il Giappone è entrato ufficialmente in recessione tecnica.

Esaminando da vicino le cifre sul PIL i consumi dopo il terribile secondo trimestre (-5% t/t legati all’aumento dell’IVA dal 5% all’8%) sono riusciti a tornare in leggera crescita ma su valori comunque bassi (la spesa delle famiglie ha mostrato un debole +0,3% su base trimestrale). Ad arretrare notevolmente sono soprattutto gli investimenti privati nel settore immobiliare che dopo un 2013 positivo ha evidenziato forti cali negli ultimi due trimestri.

La perdita di fiducia sulle capacità dell’Abenomics di riportare il Giappone hanno obbligato Abe a fissare le elezioni anticipate in dicembre, non dando così tempo all’opposizione di organizzarsi e guadagnare consenso popolare.

Assieme al ritorno alle urne Abe ha deciso di rinviare di 18 mesi ad aprile 2017 il tanto discussso secondo incremento della tassa sui consumi (dall’8% al 10% previsto originariamente nell’ottobre 2015).

La prima conseguenza sui mercati è stata un ulteriore indebolimento della divisa nazionale lo yen. Il cambio dollaro/yen è salito fino a 117 nuovi top da ottobre 2007. Le nostre prospettive sullo yen sono ancora ribassiste. Ci aspettiamo che il dollaro/yen possa raggiungere nel medio/breve periodo quota 121.