Nonostante l’impennata di oggi, bisogna tenere conto che i mercati hanno iniziato a scontare i timori di una manovra fiscale espansiva sin da quando il governo si è insediato.

Con questo deficit/Pil e con le manovre che intende fare il governo, riteniamo che le agenzie di rating possano rivedere il merito creditizio del Paese nelle prossime settimane. Attualmente, le principali agenzie hanno lo stesso giudizio sul debito a lungo termine (BBB), con un outlook negativo per Moody’s e Fitch. Proprio Moody’s potrebbe pronunciarsi per prima con un downgrade di un gradino, così da portare il giudizio sulla pericolosa soglia che delimita l’investment grade da quella di speculative grade. Non vediamo al momento il rischio di un taglio superiore a una notch, dato che le agenzie preferiranno attendere i numeri del prossimo anno.

Sul comparto azionario, il Ftse Mib è arrivato a perdere oltre il 4%, risultando il peggior indice del Vecchio continente. Non c’è stato un vero e proprio contagio, dato che la Spagna attualmente cede l’1,5%. Con i cali di oggi il principale indice di Piazza Affari torna ai livelli visti a metà settembre. Ci aspettiamo che le turbolenze possano proseguire ancora per qualche giorno, anche se al momento ci aspettiamo che il Ftse Mib possa fermarsi sui minimi di agosto, a 20.200 punti.

Anche l’euro sembra risentire delle tensioni sull’Italia. Gli investitori temono che un allentamento fiscale del Paese con il più alto debito/Pil del Vecchio continente possa rispolverare l’incubo vissuto del 2011. Il cambio Euro/Dollaro si è portato stamane sotto 1,16, ai minimi da due settimane, movimento accentuato certamente dalla recente forza del dollaro. Al momento, l’area di supporto più interessante passa per 1,15-1,1520, su cui il cross potrebbe tentare di difendersi.