Si accingono a chiudere in rosso le borse europee appesantite dai rinnovati timori su una guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti quando manca solo un giorno alla chiusura delle consultazioni pubbliche per l’introduzione delle nuove tariffe (25% su 200 miliardi di beni importati dagli Usa). Già nei prossimi giorni potrebbero partire quindi i nuovi dazi, magari con un approccio a scaglioni, come già accaduto con quelli già in essere (50 miliardi divisi tra luglio ed agosto). Inoltre, gli operatori vedono in bilico anche il NAFTA. Nonostante l’accordo bilaterale già raggiunto la scorsa settimana tra Usa e Messico, rimangono ancora aperti i negoziati con il Canada. Non possiamo dare nulla per scontato alla luce dei recenti tweet di Trump e visto l’orientamento del Congresso a votare un accordo che prevede anche l’inclusione del Canada.

Di certo non aiuta la situazione precaria dei paesi Emergenti, che vedono le rispettive valute rimanere sotto pressione nei confronti del dollaro statunitense. I timori di un possibile contagio dai casi di Argentina, Turchia e Sud Africa spingono gli operatori a correre ai ripari. Molti di questi paesi hanno deficit di partite correnti e gli investimenti esteri sono necessari per la loro stabilità economica. Così, se da un lato si intensificano gli elementi che lascerebbero prevedere una correzione del mercato azionario, dall'altro i dati straordinari che arrivano dal comparto manifatturiero americano continuano a tenere Wall Street al ridosso dei massimi storici.

In questo clima di generalizzato risk off, ne approfitta Piazza Affari che continua a sovraperformare gli altri indici europei. Da inizio settimana abbiamo assistito a un ritorno cauto degli investitori sugli asset italiani riconducibile principalmente ai commenti arrivati dagli esponenti del Governo, che hanno rassicurato sul rispetto della soglia Deficit/Pil per la prossima legge di bilancio. Nonostante il buono spunto messo del FtseMib e dei Btp da inizio settimana, la cautela rimane alta tra gli operatori. Crediamo infatti che il movimento degli ultimi giorni non sia guidato da un vero e proprio ottimismo, ma dalla ricopertura delle posizioni corte aperte nelle settimane precedenti. I volumi sono stati alti soprattutto sui BTp con scadenze più brevi, dove ha agito maggiormente la speculazione negli ultimi mesi. Ci aspettiamo che il trend di recupero possa ora stabilizzarsi sui livelli visti tra giugno e luglio, quando lo spread oscillava tra i 220-240 punti base. Solo verso la fine di settembre potremmo attenderci maggiore volatilità man mano che ci avvicineremo alla pubblicazione della nota di aggiornamento del Def. Il recupero di Piazza Affari è stato guidato dai titoli bancari, con i rialzi che vanno dal 2,5% a oltre il 7%. Anche in questo caso, il rimbalzo dai minimi potrebbe avere i giorni contati. La buona performance del Ftse Mib ha permesso all’indice milanese di riallinearsi agli altri indici europei, colmando il divario che si era aperto proprio nell’ultima settimana.