Da Bruxelles il Governing Council ha deciso di mantenere i tassi d’interesse invariati allo 0,05%, come ampiamente previsto dai mercati.
Nella conferenza stampa successiva alla scelta sul costo del denaro, il governatore dell’istituto di Francoforte è stato molto accomodante (“dovish”) anticipando possibili nuove misure non convenzionali per fronteggiare la bassa inflazione e i rischi di deflazione.
Due sono gli elementi, secondo il nostro avviso, da sottolineare:
1. i membri del Consiglio Direttivo sono unanimi nel proprio impegno di promuovere nuovi strumenti non convenzionali per raggiungere l’obiettivo di riportare le aspettative d’inflazione di medio termine a essere ancorate all’obiettivo del 2%;
2. il balance sheet della BCE tornerà sui livelli di inizio 2012, ovvero le attività aumenteranno per 1000 miliardi di euro circa.

Figura 1: Totale Attività BCE

Per quanto riguarda il primo punto abbiamo qualche dubbio che la Germania abbia dato carta bianca alla BCE per intervenire con un full-blown QE. Un piano di difficile implementazione che richiederà uno sforzo notevole per superare le controversie politiche, i problemi legali e soprattutto che abbia effetti positivi omogenei su tutte le economie di Eurolandia. Non crediamo che il progetto sia utopistico ma difficilmente potrà essere implementato nel breve periodo. Riteniamo, quindi, che, nonostante gli ostacoli della Bundesbank e i problemi tecnici, un piano di Credit/Quantitative Easing possa essere lanciato nel primo semestre 2015.