Proseguono in rialzo i listini statunitensi dopo i cali delle ultime sedute. Contrastate le borse europee, con Milano e Madrid che hanno terminato in territorio positivo. Dopo le violente vendite dell’ultima settimana, questa mattina i listini avevano aperto ancora in forte calo in scia all’annuncio del presidente Usa, Barack Obama, di attaccare via area i ribelli dell’ISIS nel nord dell’Iraq. Nel corso della seduta, però, abbiamo assistito a un recupero dei listini europei, riconducibile essenzialmente a un effetto tecnico e in parte grazie ai dati arrivati dalla bilancia commerciale cinese. Il sentiment rimane però fragile. Crediamo che l'annuncio di Obama sia stato interpretato nelle sale operative di tutto il mondo come una mossa intimidatoria verso la Russia, dopo le sanzioni del Paese ex Unione Sovietica sull'import di beni agroalimentari e lo schieramento di mezzi e uomini lungo i confini con l’Ucraina.

Il recupero dai minimi di seduta ha ridotto i guadagni sull’oro. Il metallo prezioso in mattinata aveva toccato i massimi delle ultime tre settimane, arrivando a quota 1.323 dollari/oncia, salvo poi ritracciare su 1.310 in questo momento. Non cede terreno, invece, il Bund, il cui rendimento sul decennale rimane al ridosso dei minimi storici toccati questa mattina, in area 1,05%.

Week ahead

L’attenzione degli investitori nel week end rimarrà concentrata sugli sviluppi in Medio Oriente e soprattutto in Ucraina. La prossima settimana, poi, gli operatori torneranno a concentrarsi sui dati statunitensi, tra cui le vendite al dettaglio e la produzione industriale di luglio, rispettivamente in agenda mercoledì e venerdì. Solo delle figure deludenti potrebbero attenuare le spinte ribassiste sui mercati, sull’aspettativa di uno slittamento del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.