Chiusura in deciso rialzo per le borse europee in scia ai commenti arrivati dal presidente della Bce, Mario Draghi, davanti al Parlamento europeo. Sebbene il numero uno dell’Eurotower abbia sostanzialmente ribadito quanto riferito nelle ultime apparizioni, gli investitori sembrano essere rimasti impressionati dall’apertura mostrata verso l’acquisto di bond sovrani. Draghi ha precisato che questo rimane uno strumento a disposizione della Bce, pronto ad essere utilizzato nel caso le condizioni dovessero peggiorare. Si tratta di un elemento non scontato alla luce delle continue resistenze tedesche circa i dubbi sulla legittimità dello strumento. Il tono utilizzato lascerebbe pensare che all’interno del Comitato Esecutivo il tema sarebbe stato già discusso, pertanto la decisione potrebbe essere presa con una certa celerità.

La reazione sui mercati non si è fatta attendere. I tassi governativi della periferia dell’eurozona sono scesi in maniera considerevole, con il rendimento del Btp a 10 anni che si è portato ai minimi che non vedeva da oltre un mese, in area 2,30%. Al contempo, il frazionale rialzo del tasso sul Bund a 10 anni ha portato lo spread con il decennale italiano temporaneamente sotto i 150 pb. I miglioramenti dei Btp e il clima positivo hanno riportato gli acquisti sul settore bancario periferico. Al termine della sessione Milano e Madrid sono risultate le migliori piazze finanziarie d’Europa con rialzi intorno all’1,3%. Tra le valute, l’euro è finito sotto pressione dopo le parole di Draghi, allungando sotto area 1,25.

Negli Usa la seduta prosegue debole dopo dei dati macro in chiaro scuro. L’indice manifatturiero della Fed di New York, l’Empire State Manufacturing, a novembre si è attestato a 10,2 punti, in rialzo dai 6,2 punti del mese precedente. In miglioramento quasi tutte le sotto voci, fatta eccezione per quella dei prezzi pagati e dell’occupazione. Inatteso calo per la produzione industriale di ottobre, scesa dello 0,1% m/m dal +0,8% di settembre (dato rivisto da +1%). Male soprattutto il comparto minerario e la produzione dei beni di consumo. A Wall Street stiamo assistendo già da qualche seduta a una fase di compressione di volatilità, che è pronta a esplodere nel corso delle prossime sedute. Probabilmente gli operatori aspetteranno le minute del FOMC di mercoledì sera prima di posizionarsi sul mercato.