Prosegue la marcia di recupero di Wall Street nonostante i dati macro odierni abbiano mostrato luci ed ombre. Gli ordini di beni durevoli a settembre hanno mostrato una flessione inattesa dell’1,3% rispetto al mese precedente. Più contenuto il calo del dato che esclude la componente dei trasporti (-0,2% m/m). Il maggior contributo negativo a questo dato è arrivato dal calo degli ordini di aeromobili, che hanno un’incidenza preponderante su tali figure. Deboli anche i dati sulle prezzi delle case rilevato dall’indice Case-Shiller, secondo cui ad agosto è stato registrato il quarto calo consecutivo congiunturale dei prezzi (-0,1%). Segnali più incoraggianti sono arrivati dall’indice sulla fiducia dei consumatori, che ad ottobre è tornato ai massimi da 7 anni a quota 94,5 punti. Gli operatori sembrano essere cautamente ottimisti sull’andamento dell’economia Usa, i cui dati sulla crescita del 3° trimestre arriveranno il prossimo giovedì. Allo stesso tempo il mercato inizia a prepararsi al report della Fed di domani sera. Sebbene appaia ormai scontato la terminazione del piano di acquisto asset (QE), il mercato si concentrerà sul timing di rialzo dei tassi di interesse. Non escludiamo che:

  • le turbolenze sui mercati di inizio mese,
  • i timori di un rallentamento globale,
  • le basse spinte inflattive e il calo dei prezzi di molte commodity,
  • e il dollaro particolarmente forte,

possano essere guardati come possibili fattori di rischio (downside risks) per il mantenimento di un atteggiamento ancora accomodante da parte della Fed. Tutte queste considerazioni dovrebbero alimentare una certa ondata di vendite sul biglietto verde nelle prossime sedute. I cali potrebbero essere poi accentuati nel caso in cui giovedì la lettura flash sul Pil Usa dovesse risultare anche di poco inferiori alle attese (ora ferme al +3% annualizzato).