L’US Bureau of Labor Statistics (BLS) ha comunicato che, nel mese di ottobre, nei settori non agricoli, si è registrato un aumento di 531 mila nuovi posti di lavoro, dato migliore rispetto alle attese del consensus (+450k nuovi impieghi). Il tasso di disoccupazione scende al 4,6%  (aspettative al 4,7%).

Riviste fortemente al rialzo le cifre dei mesi scorsi (+235 mila posti di lavoro in totale rispetto alle stime precedenti). Il dato di agosto è stato rivisto al rialzo di 117 mila unità a +483k, quello di settembre di 118 mila unità a +312k.

Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 61,6% (ancora ben lontano dai livelli di febbraio quando si attestava al 63,3%).

I salari medi salgono dello 0,4% m/m (consensus +0,6%). I salari sono saliti del 4,9% a/a (consensus +4,9%).

Il numero di disoccupati che hanno dichiarato di essere in sospensione temporanea dalle attività lavorative (“temporary layoff”) si è attestato a 1,1 milioni di unità (poco mossi rispetto al mese precedente). I disoccupati che hanno perso del tutto il posto del lavoro si sono attestati a 2,1 milioni (828k in più rispetto a febbraio 2020).


Eurodollaro tocca nuovi minimi da luglio 2020. Azionario su nuovi record.

C’era tanta attesa per le cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano per cercare di avere più certezze sulle prossime mosse della Federal Reserve soprattutto in termini di tempistiche di un possibile rialzo dei tassi d’interesse.

I dati sono stati molto positivi sia per la creazione di nuovi impieghi (con forti revisioni al rialzo dei mesi precedenti) sia per il calo del tasso di disoccupazione, sia per la crescita dei salari dei lavoratori.

Le cifre suggeriscono che l’economia americana evidenzia un miglioramento nel mondo del lavoro e sempre più lavoratori pretendono un salario più elevato. L’aumento dei prezzi al consumo rischia di essere alimentato non solamente dall’incremento dei prezzi delle materie prima ma anche dalla crescita delle aspettative di inflazione. Con banche centrali poco credibili nell’impegno di mantenere la stabilità dei prezzi l’inflazione potrebbe aumentare ulteriormente.

Powell per mantenere indipendenza e reputazione dovrà mostrarsi più aggressivo nel controllo dell’andamento dei prezzi preparando i mercati a un prossimo rialzo del costo del denaro nel 2022.

Non escludiamo, quindi, che nel prossimo meeting della Federal Reserve ci possano essere ulteriori sorprese. I banchieri centrali non possono perdere il controllo dei prezzi e in caso di ulteriori infiammate dell’inflazione Powell dovrà ribadire ai mercati l’impegno a intervenire con un rialzo del costo del denaro in caso di necessità.

Sul fronte mercati il dollaro si è rafforzato soprattutto con la moneta unica. Il cambio eurodollaro è sceso fino a 1,1515 nuovo minimo degli ultimi 15 mesi, I mercati azionari continuano la luna di miele e segnano nuovi record, in un periodo di quiete dopo aver superato le possibili tensioni per i meeting delle banche centrali.