Seconda seduta in calo per gli indici azionari a Wall Street, dopo il tonfo di ieri e i conti deludenti di JP Morgan (-3,1%). Il comparto azionario statunitense è tornato sotto pressione a distanza di una settimana dai massimi storici. I volumi in vendita sono impressionanti, mentre sui rimbalzi rimangono sempre al di sotto della media di periodo. Le mani forti non credono più nella prosecuzione del rally che dura ormai da 5 anni e i volumi ne sono una testimonianza. Il rapporto Prezzo/Utile di molte aziende tecnologiche è troppo elevato rispetto alla media dell’S&P500 e, in vista di possibili delusioni dalle prossime trimestrali, gli operatori ne approfittano per vendere. Il pessimismo si sta diffondendo ad altri comparti del listino azionario e anche l’Europa ne fa le spese. Neanche il dato sulla fiducia degli investitori dell’Università del Michigan, risultato ai massimi da agosto, è riuscito a contenere le perdite.
Le principali piazze europee hanno terminato con cali superiori all’1%. Il sentiment degli investitori risente anche del ritorno delle tensioni in Ucraina, dopo il discorso di ieri di Putin. A questo quadro fragile fa da sfondo il tema della crescita in Cina. Grande attenzione, in proposito, sarà posta ai dati sul Pil cinese del primo trimestre dell’anno in agenda il prossimo mercoledì. Il dato è atteso a +7,3% a/a (minimi degli ultimi 5 anni), ma se dovesse essere inferiore a queste stime, l’ondata di vendite sui mercati potrebbe proseguire. Intanto la fuga verso asset più sicuri (c.d. flight to quality) ha riportato gli acquisti sul Bund, sull’oro e sullo yen.

Forex: Euro forte in attesa di notizie dal G-20

Tra le valute, forte recupero dell’euro verso le principali valute. La moneta unica continua a mostrare i muscoli man mano che le possibilità di un intervento espansivo della Bce vengono allontanate. Importanti saranno gli sviluppi che arriveranno dal G-20 in corso a Washington, dove la Banca centrale di Francoforte potrebbe presentare al Fondo Monetario Internazionale un documento sull’eventuale acquisto di ABS. Difende bene il recente apprezzamento lo yen, a sostegno dell’ipotesi che gli operatori rimangono abbastanza cauti sull’andamento del mercato e si rifugiano su valute difensive.