Il Bureau of Economic Analysis del Dipartimento del Commercio Usa ha comunicato oggi di aver rivisto al rialzo le stime preliminari sul PIL del terzo trimestre dal +3,5% a/a al +3,9% a/a. Il dato ha superato le attese del consensus fissate per un incremento del 3,3% a/a. Il trimestre precedente il PIL aveva registrato un incremento del 4,6% su base annuale.

Negli ultimi 14 trimestri solamente un trimestre ha evidenziato un PIL negativo (il primo trimestre 2014 appesantito dalle terribili condizioni atmosferiche che avevano colpito le regioni del nord est statunitense).

L’economia americana si conferma forte e soprattutto in salute per quanto concerne la spesa per i consumi salita del 2,2% a/a. Il buon dato del suddetto trimestre potrebbe preludere a cifre ancora superiori per i consumi del quarto trimestre che dipenderanno notevolmente dalla stagione natalizia (in partenza il prossimo weekend con gli sconti prmossi dai grandi retailer per il Black Friday, il giorno successivo alla celebrazione del Thanksgiving Day). Crediamo che il lungo weekend prossimo (fino al Cyber Monday di lunedì) sia fondamentale per capire l’andamento dei consumi del quarto trimestre e, di conseguenza, del PIL (la spesa per consumi rappresenta all’incirca 2/3 del PIL).

Altra componente che ha spinto al rialzo il PIL del terzo trimestre è stata la spesa governativa per il settore della difesa salita del 16% su base annuale (livelli record degli ultimi anni). Deludono invece le esportazioni che rallentano notevolmente rispetto al trimestre precedente (+11,1% a/a nel 2T, +4.9% nel 3T).

DOLLAR INDEX

Nonostante il positivo dato sul PIL il dollaro si è deprezzato sui mercati valutari. La causa della discesa del dollar index (paniere del valore del dollaro rispetto alle principali valute mondiali) è legata, in prevalenza, alle pessime cifre sulla fiducia dei consumatori del mese di novembre. Il Conference Board ha, infatti, comunicato che l’indice sulla fiducia è sceso da 94,5 punti di ottobre (massimo degli ultimi 7 anni) a 88,7 (ben inferiore alle aspettative del consensus fissate su un indice pari a 97). Gli esperti del Conference Board hanno illustrato come il calo della fiducia sia legato a un forte peggioramento delle aspettative dei consumatori sull’outlook di breve termine del mondo del lavoro.