Brutte figure sono arrivate dalle stime flash dei PMI dell’area euro di novembre. Il dato composito è sceso a 51,4 punti (da 52,1 punti a ottobre), minimo da 16 mesi. In rallentamento sia il comparto dei servizi sia quello manifatturiero. Pessimi i dati tedeschi, che hanno visto il settore secondari azzerare l’espansione e tornare sulla soglia della contrazione (50 punti), livello minimo degli ultimi due mesi. Male anche la Francia, che continua a rimanere in contrazione a novembre, con un sensibile peggioramento anche qui del settore manifatturiero.

I dati di questa mattina sono stati veramente deludenti e hanno annullato il sentiment marginalmente positivo che si era creato dopo la pubblicazione dell’indice Zew martedì scorso. Il mercato sta tornando a scontare un ritmo più veloce di deterioramento dell’economia dell’eurozona nell’ultima parte del 2014. Queste figure pertanto tornano a mettere pressione alla Bce per un intervento già a dicembre sul fronte del QE, che dovrebbe interessare l’acquisto dei titoli di Stato. Fondamentali rimangono i dati della prossima settimana, quando saranno resi noti in ordine, l’indice IFO sulla fiducia degli imprenditori tedeschi, la stima flash sull’inflazione di novembre in Germania e nella zona euro. Su questi dati si accenderà la speculazione per un probabile intervento della Bce, che dopo le figure di questa mattina tornano a crescere sensibilmente.

I mercati azionari, dopo la pubblicazione dei dati, hanno accelerato al ribasso. Sul sentiment si fanno sentire anche le deboli figure cinesi sul PMI manifatturiero, tornato sulla soglia che divide l’espansione dalla contrazione. È stato il dato più brutto degli ultimi 6 mesi, che in qualche modo segnala la necessità di ulteriori manovre espansive da parte della Banca centrale cinese. I dati deboli hanno messo pressione in vendita anche sull’euro, con il cambio Eur/Usd che è scivolato da 1,2580 a 1,25. Grande attenzione viene posta a questo supporto, il cui cedimento potrebbe aprire a una discesa verso 1,24. La discesa in Europa potrebbe trasmettersi anche a Wall Street, che non è rimasta impressionata dai verbali del FOMC ieri sera. In quest’ottica, importanti saranno i dati sull’inflazione che saranno rilasciati alle 14.30. Ogni tentativo di ripresa potrebbero aggiungere pressioni ribassiste ai listini azionari statunitensi, reduci da una brillante performance nell’ultimo mese (+12%).