Cerca di difendere i rialzi di questa settimana la sterlina dopo il meeting della Bank of England (BoE) e i dati macro arrivati in settimana. Nel meeting mensile la BoE ha mantenuto invariata la propria politica monetaria, confermando i tassi d’interesse allo 0,5% e il piano di acquisto asset (Quantitative Easing, QE) a 375 miliardi di sterline. Nel comunicato è stato anche precisato che il QE sarà mantenuto su tale livelli almeno sino a quando non saranno alzati i tassi di interesse.

Le decisioni arrivate dalla Banca centrale britannica di fatto non hanno scosso più di tanto la sterlina, reduce da un buon rally verso le principali valute, dopo i dati brillanti sulla produzione industriale di febbraio. Il miglioramento dell’economia in Gran Bretagna rimane ben evidente, anche guardando l’andamento dei consumi e il miglioramento del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione si attesta ora poco sopra il 7%, in deciso calo rispetto a un anno fa. Le figure aggiornate saranno rese note la prossima settimana. Insomma, il Paese sembra non risentire delle difficoltà a cui è soggetta ancora la vicina Eurozona.

L’unica variabile che mostra ancora qualche incertezza rimane il tasso d’inflazione, ora all’1,7%, in costante declino negli ultimi mesi e ancora lontano dal target del 2% desiderato dalla BoE. In realtà, dietro questo calo generalizzato dei prezzi, crediamo si mascheri il forte rallentamento dei prezzi degli energetici, che sta condizionando un po’ diverse aree geografiche del mondo, Eurozona e Stati Uniti in primis. Pertanto potrebbe non essere tenuto in considerazione della BoE ai fini decisionali.

Stando a quanto sopra esposto, abbiamo ragione di credere che la BoE possa essere tra le prime banche centrali a livello mondiale a passare a una politica monetaria restrittiva. I recenti rafforzamenti della sterlina, infatti, starebbero incorporando proprio una simile mossa. Il timing per un rialzo dei tassi di interesse rimane ancora molto incerto. I dati dei prossimi trimestri saranno cruciali. Dobbiamo considerare, inoltre, che l’eventuale rafforzamento della crescita dell’Eurozona potrebbe contribuire ad accelerare l’economia del Regno Unito, alzando di fatto le probabilità di un intervento restrittivo della BoE. Per ora, stando alle ultime stime, abbiamo ragione di credere che la Bank of England possa decidere di iniziare ad alzare i tassi tra la fine del 2014 e il primo trimestre del 2015.