Torna a crescere l’economia statunitense nel secondo trimestre del 2014, dopo il tonfo dei primi tre mesi dell’anno. Secondo le stime preliminari diffuse dal Dipartimento del Commercio, tra aprile e giugno l’economia è cresciuta del 4% annualizzato da -2,1% del trimestre precedente (dato rivisto al rialzo da -2,9%). Si tratta del maggior tasso di crescita dal terzo trimestre del 2013.

All’interno del dato, è stato sorprende il contributo delle scorte, delle esportazioni e dei consumi personali. L’indice PCE reale (Real personal consumption expenditures) è salito del 2,5% contro le attese di +1,9% e ben oltre il +1,2% del trimestre precedente. Proprio quest’ultimo dato è strategico per la determinazione della politica monetaria della Federal Reserve, che questa sera non potrà fare a meno di commentare il dato sul Pil. Il meeting di questa sera, che non era particolarmente atteso dagli operatori, diventa importante proprio alla luce di figure così incoraggianti.

Il dato odierno potrebbe permettere ai molti falchi presenti all’interno del board della Fed di alzare la voce per un più rapido rialzo dei tassi di interesse. La Banca centrale potrebbe, però, far leva sulla debolezza del mercato immobiliare e sulla bassa crescita dei salari per cercare di stemperare i toni di una crescita così esplosiva.

Lievemente sotto le attese il dato sulle stime ADP sui nuovi posti di lavoro del settore privato dell’economia. A luglio sono stati creati 218 mila nuovi posti di lavoro contro le attese di +230 mila unità e in calo rispetto alle 281 mila unità del mese scorso. Questo dovrebbe ridimensionare le stime di coloro che si aspettavano un dato super sui non farm payrolls in agenda il prossimo venerdì.