Proseguono in timido calo le borse statunitensi nonostante i dati positivi rilasciati questo pomeriggio. L’indice ISM manifatturiero di ottobre è salito a 59 punti dai 56,6 di settembre, registrando la 17esima espansione consecutiva. Si tratta del dato più alto da febbraio 2011. Il contributo principale è arrivato dai nuovi ordini, con il sotto indice salito a 65,8 punti. Inatteso calo per la spesa per costruzioni, che a settembre è scesa dello 0,4% m/m contro il consenso di +0,6%. Gli operatori oltreoceano non stanno cedendo alle tentazioni ribassiste che invece colpiscono l’Europa. Il sentiment degli investitori statunitensi sembra rimanere in attesa dell’esito delle elezioni Mid Term che si svolgeranno domani negli Usa. Secondo gli ultimi sondaggi del Wsj-Nbc, il Partito dei Repubblicani dovrebbe avere il 46% dei consensi contro il 45% che dei democratici. Un eventuale vittoria repubblicana potrebbe bloccare l’iter legislativo della prima economia mondiale, portando un po’ di destabilizzazione tra i mercati finanziari.

In Europa sono tornate le vendite nel pomeriggio. Tra gli operatori cresce l’attesa in vista delle decisioni della Bce di giovedì. Non ci aspettiamo variazioni di politica monetaria. Intanto oggi la Bce ha fatto sapere che la scorsa settimana gli acquisti di covered bond sono stati circa di 3 miliardi di euro, portando il totale delle operazioni delle prime due settimane a 4,8 miliardi di euro. L’accelerazione degli acquisti è senz’altro positiva e dovrebbe essere in qualche modo apprezzata dai mercati, anche se la reazione sinora è stata pressoché anonima. Tra gli operatori cresce l’aspettativa per un vero e proprio QE. In merito sarà importante ascoltare le parole di Draghi nella conferenza stampa il prossimo giovedì.