Autore: Faro Maltese

Dal trading al mining una panoramica completa per chi vuole compiere i primi passi.


Come guadagnare in Bitcoin

 

Chi si avvicina per la prima volta alle criptovalute potrebbe trovarsi inizialmente in difficoltà di fronte a una asset class potenzialmente molto remunerativa, ma che usa un complicato gergo tecnico e termini spesso non utilizzati nel trading tradizionale, come “blockchain” o “wallet digitale”. 

E’ utile quindi comprendere anzitutto come può investire chi abbia intenzione di destinare una parte delle sue riserve alle criptovalute, che livello di competenze tecniche ciascuna opzione d’investimento richiede, e quali differenze presenta il trading di criptovalute rispetto a quello in valute tradizionali come euro o dollaro.

Guadagnare con le criptovalute: i primi passi

 

Trattandosi di un mercato totalmente nuovo, sarà bene però anzitutto cominciare visitando qualche sito che offra una panoramica delle criptovalute disponibili sul mercato. Tra i più utilizzati è certamente Coinmarketcap, una piattaforma che offre uno sguardo sulle quotazioni e sulle performance storiche di oltre 1.400 monete digitali.

SUGGERIMENTO: sul sito, le monete sono ordinate secondo le dimensioni della loro capitalizzazione; spunteranno quindi in cima alla lista le coins più  note come Bitcoin, Ethereum o Ripple, e a seguire tutte le altre.  

In un primo momento sarà bene orientarsi sulle principali, che offrono un maggiore grado di affidabilità. Dopodiché, chi cerca in una seconda fase, criptovalute emergenti, dovrà anzitutto cercare di comprendere se hanno alle spalle un’azienda realmente esistente e soprattutto affidabilie; poi è consigliabile anche fare un giro su piattaforme social come Reddit, per scoprire quali criptovalute emergenti hanno community di "seguaci": gruppi dove quelli che vengono spesso chiamati sui forum gli “innovators” e gli “early adopters” lavorano per far conoscere il loro token alla “early majority,” la maggioranza iniziale (quella che serve a far salire il prezzo) stimolando la domanda della moneta.

Una volta scelta la criptovaluta su cui si vuole investire, si potrà farlo in diversi modi. 

Guadagnare con le criptovalute: su un Exchange

 

Uno dei più comuni è quello di iscriversi a un Exchange: delle piattaforme dove è possibile tanto depositare una tipologia di criptovalute in dei portafogli digitali (detti hot wallets) che convertirle in altre valute. Tra i più utilizzati in Europa è Coinbase, Bitstamp  o Kraken , ma la lista delle alternative è lunga: si va da Binance, uno dei più grandi al mondo, a The Rock Trading, Bittrex e HitBTC. Attenzione però: questo genere di approccio richiede di eseguire una serie di passaggi preliminari per la gestione delle proprie riserve.

SUGGERIMENTO: non si possono possedere delle criptovalute senza avere un Wallet, un “portafoglio” digitale: uno strumento che si mette in collegamento con il network della blockchain il quale registra possesso e transazioni di una moneta. 

Nello scegliere il proprio operatore, bisognerà inoltre prestare attenzione al fatto che ciascuna piattaforma ha una sua lista di criptomonete che permette di scambiare: chi dovesse avere un interesse per una coin in particolare, dovrà quindi prima verificare con molta attenzione che cosa offre ciascun Exchange (Coinbase permette ad esempio di comprare e vendere, per il momento, solo Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Bitcoin Cash) e tenere presente anche che:

1) non tutti gli Exchange accettano pagamenti in monete fiat come euro o dollari

2) ci sono criptovalute che non possono essere comprate con le tradizionali monete a corso legale, ma solo pagando con altre criptovalute, come Bitcoin o Ethereum. 

In questo caso, chi vorrà investire dovrà effettuare l’operazione in due passaggi:  comprare prima dei bitcoin o degli ethereum con monete fiat, e poi convertirli su un Exchange che lo consenta nella moneta desiderata. 

Guadagnare con le criptovalute facendo trading con i CFD

 

Un modo ancora più semplice per investire, e che non richiede di addentrarsi nella terminologia tecnica dei più esperti e indagare su parole come “mining” o “blocchi crittografici”, consiste invece nel trattare le criptovalute come un strumento di trading senza però essere costretti a comprarlo direttamente

Non tutti sanno infatti che si possono acquistare sul mercato degli strumenti finanziari derivati, i CFD (’acronimo di Contract for difference, 'Contratto per differenza'), che replicano la quotazione della criptovalute stesse.

SUGGERIMENTO: se si sceglie questa forma d’investimento, che semplifica di molto la gestione del proprio investimento non sarà richiesto ad esempio di avere un portafoglio virtuale, il wallet.

Fare trading con i CFD prevede dei costi di commissione da pagare a chi offre il servizio, si troveranno in rete diversi siti di trading affidabili. Tra i più noti ci sono ad esempio Plus500 e  eToro, ma anche in questo caso la scelta è molto ampia. Da non dimenticare che l'80% dei conti al dettaglio di CFD perdono denaro.

Da tutti i broker che offrono CFD viene consentita l’apertura di posizioni sia al rialzo che al ribasso, e sarà dunque in questo caso possibile anche guadagnare anche in momenti negativi o in scenari di mercato avversi.

Minare le criptovalute

 

Per chi invece avesse intenzione di investire in criptovalute addentrandosi con maggiore impegno nei processi del loro sviluppo, un altro metodo per trarre i guadagni da monete come il bitcoin consiste invece nel partecipare alla sua “estrazione”: il cosiddetto mining, con cui vengono creare nuove unità della coin scelta. Questo metodo d'investimento, è bene ricordare, è quello più caratteristico del bitcoin e delle altre monete digitali, e che non potrebbe mai avvenire con le monete tradizionali: la legge vieta infatti di stampare banconote di monete fiat come dollaro o euro, che vengono gestite dalla Banche Centrali.

Il mining è una procedura complessa basata su complicati algoritmi, ma in parole semplici si può dire che i “miners” sono coloro che attraverso computer molto potenti tengono continuamente sotto controllo la blockchain, garantendo che essa sia continuamente corretta e aggiornata e confermando le transazioni che avvengono all’interno di essa. 

Un lavoro reso necessario dal fatto che l’universo della “blockchain” e del bitcoin non prevede l’esistenza di autorità centrali – e per questo si dice comunemente che il bitcoin è una moneta “decentralizzata”. Di conseguenza, non c’è neanche qualcuno che possa far sparire una transazione quando essa è stata già confermata. Inoltre, tutti gli scambi che vengono registrati sulla blockchain sono “pubblici”. Ciò significa che ogni volta che viene effettuata una transazione tra due indirizzi, tutti possono da quale indirizzo avviene l’invio e presso quale indirizzo avviene la ricezione.

Spetta dunque a chi partecipa alle procedure di mining garantire che chi invia bitcoin li possieda a sufficienza, che venga effettivamente trasferita la quantità indicata dalla transazioni e che alla fine dell’operazione il saldo risulti corretto.

Per questo lavoro, i miners vengono ripagati appunto con nuovi bitcoin (è questa la cosiddetta “estrazione”).

Come si diventa miners di criptovalute?

 

Per cominciare a estrarre le monete, sarà necessario anche in questo caso avere un portafoglio digitale dove conservare i Bitcoin o le altre criptovalute generate, in sostanza dei programmi da installare sul pc (quello originale e oggi tra i più utilizzati è Bitcoin Core, che fu messo a punto dallo stesso Satoshi Nakamoto, il misterioso creatore del bitcoin, ma sul mercato c’è ormai un’ampia varietà di offerta. 

SUGGERIMENTO: dopo aver installato il programma, e dopo aver impostato un “indirizzo bitcoin”, una specie di scomposizione del portafoglio che permette di suddividere quello che viene generato con le estrazioni, si potrà passare al mining vero e proprio. 

Per farlo, ancora una volta sarà necessario scaricare un apposito software: questa volta, per consentire al nostro pc di collegarsi alla blockchain, la rete che veicola le transazioni di bitcoin. Il programma consente in sostanza di scaricare la blockchain e i “blocchi” crittografici alla cui decifrazione si intende partecipare, e anche in questo caso non mancano le opzioni a disposizione per ciascun sistema operativo di riferimento (Windows, Linux, Mac: tra quelli più utilizzati tra chi usa Windows c’è ad esempio GUIMiner,, ma non mancano le alternative, da BFGminer a CGminer. 

Completate le operazioni per configurale lo strumento per il mining, si può cominciare, lanciando lo scaricamento del primo blocco e aspettando il completamento delle operazioni di calcolo crittografico siano completate.

SUGGERIMENTO: estrarre Bitcoin è una operazione che richiede macchine potenti e implica consumi energetici elevati. Dunque, gestire  autonomamente le operazioni di mining potrebbe risultare molto poco conveniente. 

L’altra opzione è quindi ad esempio quella di unirsi a una pool di mining. In questo caso, a differenza che nella procedura già descritta, si parteciperà a una operazione collettiva di estrazione: ossia, ci si collegherà ad altre centinaia di utenti riducendo enormemente i tempi necessari per l’esecuzione dei calcoli crittografici. E ovviamente, le monete ottenute in cambio del compito svolto vengono equamente redistribuite tra i partecipanti alle operazioni del pool.

apk