Situazione fragile quella dell'Italia. Da un lato la necessità di trovare in fretta un governo stabile e che sproni alla produttività e alle riforme (due temi apparentemente contrastanti se si pensa ai tanti, troppi privilegi&sprechi presenti nel sistema nazionale) dall'altra l'obbligo di restare all'interno dei parametri fissati dall'Unione Europea, parametri che non comprendono solamente i conti pubblici (già di per sé in difficoltà) ma anche l'apporto che l'Italia dovrebbe continuare a fornire sul fronte dell'immigrazione.

La questione politica

Volontà che all'apparenza sembrano andare in direzioni opposte, il che, sullo sfondo di un contratto tra le due forze politiche coinvolte che sta provocando non poche tensioni con l'Europa ha portato Bruxelles a strigliare nuovamente  l'Italia e a ricordarle i doveri cui è chiamata all'interno dell'Ue. Il richiamo è arrivato per voce diretta del vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, durante un'audizione alla Commissione problemi economici dell'Europarlamento: Roma deve confermare l'attuale corso della politica di bilancio con riduzione del deficit e del debito, entrambi giudicati fattori a rischio. E' bastato questo per far aumentare la pressione a Piazza Affari: poco prima delle 13, infatti, il listino italiano registrava un passivo che, sebbene relativamente piccolo (-0,32%) confermava la controtendenza dell'Italia rispetto al resto della altre piazze di scambio. Francoforte, infatti, allo stesso momento, era fotografata con un attivo di 0,25%, Parigi a 0,36% e Londra a 0,15%. Tra i singoli settori, a reggere bene sono i petroliferi e gli energetici con Eni a 0,73%, Tenaris a +1,8%, Saipem a 0,43% e Snam a 0,7%, trend favorito in parte anche dall'andamento del petrolio che continua a crescere in queste ultime ore. Il barile, infatti, viaggiava verso gli 80 dollari, per la precisione 79,9 per il Brent e 72,1 per il Wti.