Vladimir Putin fa virare al rialzo le quotazioni del petrolio. 

Intervenuto oggi al Russian Energy Week Forum, una conferenza internazionale sull'efficienza energetica che si svolge da ieri a Mosca, il Presidente russo ha aperto all'ipotesi di un'estensione fino alla fine del 2018 del piano di tagli produttivi a guida Opec partito a gennaio di quest'anno,  dichiarando inoltre che un eventuale prolungamento dell'accordo in vigore, che sottrae al mercato 1,8 milioni di barili al giorno, dovrebbe durare almeno fino al dicembre 2018.

Putin: possibile prolungamento fino a fine 2018

Pur precisando che una decisione definitiva per la sigla di un accordo su nuovi tagli all'output tra i membri dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori e gli altri 11 Paesi coinvolti si avrà solo in prossimità della scadenza dell'attuale piano, che sarà valido fino a marzo 2018, Putin ha spiegato che "non esclude" che si possa raggiungere un'intesa entro quella data. "Reagiremo alle condizioni del mercato" ha chiarito, ma “se parliamo di tempistiche," ha aggiunto, "allora si arriverà almeno fino alla fine del 2018".  

Il leader del Cremlino ha inoltre fatto sapere che i nuovi sforzi per riequilibrare il mercato petrolifero saranno tra i temi di discussione del suo incontro di domani con il re saudita Salman, e che Mosca e Riyad mantengono da tempo un "dialogo costante" sull'argomento". 

Greggio in recupero

Le notizie provenienti da Mosca hanno nelle ultime ore innescato un parziale recupero del prezzo della materia prima dopo un avvio di settimana debole.

I futures sul greggio americano West Texas Intermediate scambiano in rialzo dello 0,10% a quota 50,47 dollari al barile. In risalita anche i contratti sul Brent con scadenza dicembre, che vengono fotografati al momento a 56,02 dollari, in rialzo dello 0,02 dopo essere risaliti dai minimi toccati nella sessione di stamane.