Notoriamente il presidente russo Putin non sta simpaticissimo all'occidente: viene spesso accusato di essere freddo, crudele e immorale, accuse rafforzate dal suo passato nel KGB. Nessuno l’ha però mai accusato di mancanza d’intelligenza, anzi, le accuse contro quest’uomo ne risaltano solo la capacità di pensiero analitico e come rapidamente prenda decisioni politiche ed economiche chiare ed equilibrate.

I recenti sviluppi economici di Stati Uniti e occidente in generale, ci permettono di concludere che qui la valutazione dei media occidentali della personalità di Putin è perfetta.
Nonostante i segnali di ripresa che vengono sbandierati ovunque, oggi l’economia occidentale - guidata dagli Stati Uniti, è caduta nella trappola di Putin. E quanto più l’occidente cerca di uscire da questa trappola, più sprofonda.
Qual è la vera tragica situazione dell’occidente e degli Stati Uniti?

Dopo aver compreso di aver fallito in Ucraina, l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si proponeva di distruggere l’economia russa con la riduzione del prezzo del petrolio e del gas quali principali proventi dalle esportazioni del bilancio della Russia e della ricostituzione delle riserve auree russe.
Se vi stavate chiedendo perché il prezzo del petrolio sia sceso così tanto, beh, ecco la risposta.

Era già successo, sotto la presidenza di Reagan. Quella volta le azioni occidentali per abbassare i prezzi del petrolio ebbero successo, facendo crollare l’URSS. Ma la storia non si ripete sempre. Questa volta le cose sono diverse per l’occidente.
La risposta di Putin verso l’occidente assomiglia agli scacchi e al judo, quando la potenza utilizzata dal nemico viene usata contro di esso ma a costi minimi per la forza e le risorse del difensore.