Credit Suisse e Deutsche in crisi, cosa succede alle criptovalute se le banche falliscono?

Che cosa ci attende se le banche maggiori crollano? Ecco la domanda che si stanno ponendo i trader, ma che ancora è priva di una risposta. Con Deutsche Bank e Credit Suisse in crisi, ecco cosa potrebbe accadere alle criptovalute e al Web3.

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Non abbiamo molte note positive al momento che riguardano il mercato globale e anche le banche più grandi stanno cominciando ad avere problemi non da poco.

Il Bitcoin, N.1 incontrastato del settore crypto, sta tenendo duro sui livelli che oscillano tra 18,900 USD e 20.400 USD, facendo su e giù come solo BTC sa fare.

Le altre criptovalute non hanno perso la loro caratteristica volatilità, che si conferma assai difficile da gestire per tutti i crypto trader.

Ritornando alle banche in seria difficoltà, Credit Suisse e Deutsche Bank sono quelle nel mirino degli analisti, che rischiano di cadere rovinosamente e portare con sé moltissimi investitori!

Gli analisti attendono prima di prendere decisioni importanti in merito ai loro asset digitali in portafoglio, forse l'unica soluzione all'inflazione e al crollo dei giganti bancari.

Credit Suisse, si teme il crollo

La richiesta di capitali extra e l'aggiunta di nuovo capitale da Credit Suisse segue gli scandali e i problemi che hanno visto l'istituto protagonista dal 2021 ad oggi.

Giorno 3 ottobre, il prezzo delle azioni Credit Suisse (CSGN) è sceso dell'11% all'apertura dei mercati, proseguendo il calo del 59% avuto dall'inizio del 2022. Ciò accelera un lungo e graduale periodo di declino per CSGN, che ora è in calo del 91% rispetto al picco del 2007.

Come se non bastasse, Ulrich Koerner, amministratore delegato, è stato accusato di spionaggio aziendale, perdite economiche e chiusure di fondi d'investimento.

Riuscite a crederci? Stiamo pur sempre parlando di un istituto finanziario svizzero di punta, che gestiva 1,514 migliaia di CHF solo due anni fa!

Deutsche Bank: difficoltà finanziarie anche per il colosso tedesco

Un'altra crisi sta investendo uno dei colossi bancari con sede in Germania, con altri scandali e perdite economiche non indifferenti.

Il personale di Deutsche Bank è venuto meno ai principi fondamentali della banca, facilitando i clienti nel sottrarre così milioni di euro alle entrate del governo, che sta condannando i banchieri a causa del più grande schema di frode fiscale che abbia mai colpito l'Europa.

Anche la riduzione degli sportelli automatici allontana i clienti, costringendoli a usare altre banche pagando commissioni più alte. Cosa che ha spinto le azioni in ribasso negli ultimi 6 mesi, portandole al -31%.

Deutsche Bank potrebbe dovere fare fronte a una di quelle crisi bancarie che non si vedeva dai tempi del 2008, che potrebbe vedere necessario l'impegno della BCE per salvare il colosso tedesco.

Gli investitori scelgono le criptovalute

Come si sta comportando il settore crypto in questo contesto macro così caotico?

Durante questo periodo, sembra che l'appellativo di bene rifugio stia cominciando a sposare le criptovalute più significative come Bitcoin, idea spesso messa in discussione in passato.

Molti degli acquisti su Bitcoin sono aumentati, a discapito per esempio della valuta britannica, con gli inglesi che hanno cominciato a comprare più BTC per la sfiducia verso il governo del Regno Unito.

Ma non solo!

Anche città come Lugano, con le criptovalute in forte crescita, permettono d'identificare un trend in cui gli investitori sembrano essere sempre più interessati al settore, a discapito delle valute nazionali che sembrano messe in crisi dai tassi d'interesse in forte aumento e dal pericolo che l'inflazione rappresenta.

Probabile rimbalzo o crollo imminente?

Le crisi bancarie e gli scandali che accompagnano le due banche rendono la questione molto interessante per analisti e fan del settore Web3.

Al momento c'è chi punta sulla ripresa e chi riesce a credere che un nuovo e peggiore crypto winter sia alle porte!

Oggi alcune criptovalute (come Bitcoin) sembrano non avere avuto eccessi di volatilità paragonabili a mesi fa, e potrebbero riuscire a beneficiare di eventuali crolli delle banche tradizionali.

Non è sicuramente un quadro chiaro, ma le crypto sembrerebbero potere offrire una soluzione.

Il crollo delle banche? Peggiore della Lehman Brothers

Abbiamo subìto tutti la crisi del 2008 e non possiamo fare a meno di notare che un altro crollo potrebbe innescare reazioni dannose anche nel settore digitale.

Per l'esattezza, Lehman Brothers aveva un patrimonio di 600 miliardi di USD quando è crollata portando moltissimi con sé. Credit Suisse ha, invece, un patrimonio di 2.800 miliardi di USD e se dovesse cadere farebbe ancora più male.

Che cosa vuol dire? In parole povere, non abbiamo ancora visto il peggio.

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Bene rifugio o no? Bitcoin e oro, le soluzioni

Tuttavia sembra che le criptovalute potrebbero nascondere la soluzione al problema.

Si è discusso molto sul fatto che le valute digitali potessero essere un bene rifugio, o per meglio dire che Bitcoin lo fosse.

Tra sostenitori di tale tesi e oppositori agguerriti, oggi sappiamo che tra valute fiat in difficoltà con l'aumento dei tassi d'interesse e l'inflazione che la fa da padrona, non ci sono molti altri asset su cui confidare.

Bitcoin & Co. potrebbero rappresentare una soluzione deflattiva al pari dell'oro, riuscendo a salvare il capitale depositato in banche come Credit Suisse o Deutsche Bank, che fallendo, potrebbero rovinare molta più gente di quanto fatto dalla Lehman nel 2008, ma risultare un trampolino di lancio a favore delle crypto.

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