Kuwait vieta criptovalute, il triste caso dei cittadini tagliati fuori dal Web3

Purtroppo ci sono governi che ancora non accettano le criptovalute e privano i cittadini dell'opportunità che gli asset digitali offrono: ecco quanto accaduto in Kuwait.

kuwait vieta criptovalute

Il Kuwait proibisce di pagare, investire o fare mining di criptovalute ai suoi cittadini.

Il Kuwait ha comunicato questo luglio di avere vietato l'utilizzo di criptovalute.

La triste vicenda colpisce tutti i cittadini e gli investitori di un Paese che speravano di fare parte della rivoluzione digitale in atto in tutto il mondo.

La Capital Markets Authority ha anche imposto un divieto "assoluto" a tutte le attività di mining di asset digitali, ha proibito il riconoscimento delle criptovalute come valuta decentralizzata e ha anche avvertito il pubblico che le società non sono autorizzate a fornire alcun tipo di servizio relativo alle crypto.

Ma cerchiamo di capirci qualcosa.

Cos'è accaduto in Kuwait?

Sembra che i cittadini siano stati totalmente estromessi dal mercato crittografico.

La Banca centrale del Kuwait ha emesso un comunicato stampa in cui ha affermato che le criptovalute non sono legali e che non possono essere utilizzate come mezzo di pagamento nel Paese.

Il governo kuwaitiano ha anche avvertito che le valute digitali sono associate a rischi finanziari e che possono essere utilizzate per attività criminali, come riciclaggio di denaro.

La decisione dello Stato di vietare le criptovalute è stata criticata da alcuni esperti, che hanno affermato che i cittadini stanno perdendo l'opportunità di beneficiare del boom del Web3. Tuttavia, il governo kuwaitiano ha affermato che la decisione è stata presa per proteggere i cittadini dal rischio di frodi e truffe.

Insomma, dov'è la verità?

Regolamentazione criptovalute in Kuwait

Da tempo si parlava in molti Stati di un "o dentro, o fuori" ben delineato nell'ultimo anno.

L'ufficiale divieto in Kuwait è, infatti, una delle ultime mosse di un certo numero di Paesi che hanno deciso di regolamentare o vietare l'uso delle criptovalute.

Negli ultimi anni, le crypto sono state oggetto di un crescente interesse da parte degli investitori e dei consumatori, ma sono anche state associate a una serie di rischi, tra cui la volatilità dei prezzi, la possibilità di frodi e la mancanza di regolamentazione.

La decisione di questo governo è un segnale del fatto che molti stanno diventando sempre più timorosi dei rischi associati agli asset digitali. È probabile che nei prossimi anni vedremo altri adottare misure simili per regolamentare o vietare le criptovalute in chiave definitiva.

Ma è davvero questa la scelta migliore al momento?

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Perché vietare le criptovalute?

Lo abbiamo già detto, la ragione del governo è stato il timore legato ad attività illecite.

Tuttavia ci sono altre ragioni che hanno spinto il Kuwait a prendere questa decisione.

La volatilità dei prezzi è una di queste. I prezzi delle crypto sono molto volatili, lo sappiamo, il che significa che possono subire forti oscillazioni in breve tempo. Ciò rende difficile per le persone pianificare le loro finanze e può anche portare a perdite significative.

Il rischio di frodi è sempre dietro l'angolo, questo lo ripetiamo perché purtroppo è vero. Ad esempio, le criptovalute possono essere utilizzate per acquistare beni o servizi illegali, o per riciclare denaro sporco, ma non solo!

Capita spesso che progetti crypto nascano come funghi, rivelandosi solo dopo dei piani ben architettati per rubare il denaro agli acquirenti.

C'è anche l'indecisione diffusa nata dalla mancanza di un ente regolatore, anche se, come sappiamo, questo è uno dei punti forti della blockchain. regolamentazione. Questo non può essere accettato dal governo kuwaitiano, che sia in buona fede oppure no.

Detto questo, lo Stato ha affermato più volte di avere vietato le criptovalute per proteggere i suoi cittadini da questi rischi. Tuttavia, è arrivata poi un'altra news assai discussa: il governo sta lavorando per sviluppare un proprio sistema di valuta digitale.

Ultimi Dettagli sul divieto crypto

Banditi quindi tutti gli asset digitali, nessun ricorso o cambio di direzione all'orizzonte.

Sappiamo anche che i divieti mirano a conformarsi alle raccomandazioni globali della Financial Action Task Force (FATF) per le crypto e hanno seguito uno studio nel settore da parte del Comitato nazionale per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, secondo il regolatore.

Sebbene i Paesi siano tenuti a mettere in piedi barriere per prevenire il riciclaggio di denaro e aderire alla regola di viaggio del GAFI, che richiede alle società crittografiche di raccogliere e condividere i dati sulle transazioni al di sopra di una certa soglia, l'ente non ha chiesto di vietare totalmente le criptovalute.

Il FATF ha solo avvertito i cittadini dei rischi che comportano valute volatili e crittografate che non hanno uno status legale. Purtroppo, però, il Kuwait è stato chiaro: qualsiasi violazione dei divieti comporterebbe sanzioni.

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