Abuso edilizio in condominio, multa o demolizione? Cosa si rischia davvero

Dinnanzi a un abuso edilizio nel condominio il TAR del Lazio stabilisce che in alcuni casi il Comune può sanzionare con una multa.

Abuso edilizio nel condominio: ecco quando si opta per la demolizione

La presenza di un abuso edilizio nel condominio può creare vari disagi all'interno del palazzo. Per questa ragione è importante che ogni proprietario svolga, nel proprio appartamento, un'attività edilizia in rispetto degli obblighi di legge riguardanti il settore urbanistico. Se ciò non dovesse avvenire il titolare dell'abitazione andrebbe incontro, secondo la legge, a una sanzione alquanto salata.

Chiariamo quindi che, si parla di abuso edilizio quando un condomino apporta delle modifiche negli spazi abitativi senza aver prima chiesto l'abilitazione al comune. Nell'articolo, chiariremo se il l'amministrazione comunale può scegliere di applicare una multa al posto della demolizione. Vediamo cosa dice la legge.

Abuso edilizio nel condominio: multa o demolizione?

Il Tar del Lazio ha stabilito in una sentenza se il comune può decidere in modo autonomo se applicare una sanzione diversa dalla demolizione. In particolare ci si sofferma sulla possibilità di applicare come sanzione una multa su un abuso edilizio in condominio.

L'alternativa della multa alla demolizione torna di attualità, il caso che la rimette in discussione riguarda l’ennesimo abuso edilizio che non si può demolire a causa di problemi tecnici o per non cagionare danni alle strutture create nel rispetto della legge.

Partiamo dal presupposto che il Testo Unico dell’Edilizia prevede una repressione degli abusi mediante l'ingiunzione di demolizione, la sanzione pecuniaria oppure l'acquisizione al patrimonio comunale nel caso in cui non si proceda con la demolizione. E se invece l'abuso risulta essere di minore rilievo e, tra l’altro, risalisse ad un'epoca non definita? In tal caso, il comune potrebbe decidere di reprimere la struttura o le modifiche ad essa apportate senza prima effettuare gli opportuni controlli e senza fornire le dovute motivazioni? Scopriamo cosa ha detto il Tar del Lazio nella sentenza numero 3462 del 2023.

Cosa prevede la sentenza n. 3462 del 1° marzo sugli abusi edilizi in condominio

Sull'abuso edilizio nel condominio il Tar del Lazio è stato chiaro:

Il comune non può annientare gli spazi modificati - anche se ciò è avvenuto illegalmente tramite un abuso edilizio - se l'abuso in questione è minore. Tra l'altro l'amministrazione ha l'obbligo di procedere con gli opportuni accertamenti e di fornire adeguate motivazioni.

Così, è stato accolto il ricorso presentato da un condominio riguardo una sanzione di tipo pecuniaria, disposta dal Comune di appartenenza, per un intervento riguardante la ristrutturazione dell'edificio avvenuto senza il titolo abilitativo.

La contestazione del condominio ha messo in risalto 2 obiezioni:

1.      la prima sulla natura abusiva dell’opera;

2.      la seconda sulla scelta del Comune di imporre una sanzione pecuniaria al posto della demolizione.

Di fatti, da quanto evidenziato dal rappresentante legale del condominio, non risulta alcun rilievo oppure motivazione che possa giustificare questa scelta.

Quale sarebbe la struttura abusiva della sentenza

L'abuso edilizio nel condominio che è stato oggetto di dispute giuridiche riguarda un manufatto di modeste dimensione. Si tratta di una piccola struttura posta nel cortile condominiale e usato come servizio igienico dai condomini. Più precisamente si tratta di un manufatto che ha un volume pari a circa 3 m quadri per un'altezza di oltre 2 m. Tra l’altro non si conosce nemmeno il periodo in cui è stato edificato.

Dunque le motivazioni riportate dal comune, secondo il parere del Tar, sono di natura molto generica e non sufficienti per procedere alla sanzione pecuniaria.