Il desiderio di adottare un bambino, in Italia o all'estero, spesso è così forte da andare oltre i lunghi tempi di attesa e la burocrazia italiana. Difatti, ciò che spaventa di più un futuro genitore adottivo sono le tempistiche di attesa, oltre che i costi da affrontare. 

Per tale motivo, prima di inbattersi in questo iter, è bene conoscere approfonditamente cosa prevede la legge in tema di adozione e, quindi, come funziona per coppie o per single. Infatti da qualche anno, anche in Italia, la procedura di adozione è stata aperta nei confronti delle persone non sposati e di chi non è in una relazione stabile, ma con dei limiti (come spiegheremo più avanti).

Requisiti economici, tempi e costi da sostenere sono indicati tassativamente dalla legge e sono inderogabili. E allora se vuoi saperne di più non perdere il nostro approfondimento: ti forniremo i riferimenti legali per non incorrere in errori e seguire la procedura correttamente. 

Che cos'è l'adozione

Avrai sentito parlare mille volte di adozione, ma forse conosci poco di questo istituto giuridico, almeno dal punto di vista normativo.

Regole, requisiti e tempistiche sono quelle indicate nella Legge n. 184 del 4 maggio 1983, successivamente pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 133 del 17 maggio 1983 e intitolata "Diritti del minore ad una famiglia".

Ecco quali sono le finalità per cui è stato introdotto l'istituto dell'adozione all'interno dell'ordinamento giuridico nazionale:

  • per assicurare una famiglia ad un bambino che ne è privo;
  • per assicurare una famiglia ad un bambino che non ne ha una che sia in grado di accudirlo, di crescerlo e di mantenerlo;
  • per dare al bambino la possibilità di risolvere e di ricucire le proprie ferite ed i propri traumi subito durante la prima infanzia.

Come funziona

Per fare un'adozione, colui o coloro che intendono diventare i nuovi genitori di un bambino che ne ha la necessità, devono provvedere alla presentazione di una "dichiarazione di disponibilità", redatta in carta semplice, presso il Tribunale per i Minorenni.

Si può presentare la domanda sia per un'adozione nazionale che per un'adozione internazionale:

  • la prima ha una validità pari a 3 anni di tempo dal momento in cui viene presentata presso il Tribunale per i Minorenni e si può rinnovare una volta che risulta scaduta;
  • la seconda, invece, può essere accettata tramite l'emissione di un decreto d'idoneità, oppure può essere rifiutata attraverso un decreto di non idoneità.

Nel primo caso, coloro che hanno presentato la domanda dovranno delegare, entro un anno, uno tra gli enti che vengono autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali per poter procedere con l'adozione di un bambino che si trova all'estero.

Nel secondo caso, invece, coloro che hanno presentato la domanda potranno presentare ricorso presso la Corte d'Appello, entro 10 giorni dal momento in cui questi abbiano ricevuto il decreto di non idoneità.

Chi può adottare in Italia: ecco i requisiti

Per sapere chi può adottare un bambino in Italia, bisogna andare a leggere quanto viene disciplinato all'interno dell'art. 6 della Legge n. 184 del 4 maggio 1983. In particolare, questo articolo prevede che sussistano i seguenti requisiti per poter fare apposita domanda al Tribunale per i Minorenni, sia per quanto riguarda l'adozione nazionale e sia per quanto concerne quella internazionale:

  • aver contratto matrimonio nel momento in cui presentano la dichiarazione di disponibilità (non vale l'unione civile, hanno questa possibilità solamente le coppie eterosessuali sposate);
  • essere sposati da almeno 3 anni oppure riuscire a dimostrare, tramite testimonianze o prove documentali, di essere conviventi prima del matrimonio, in modo stabile e continuativo, da almeno 3 anni;
  • essere idonei ed avere la capacità di educare, di istruire e di mantenere, in maniera adeguata, anche sotto l'aspetto economico, il bambino minorenne che intendono adottare;
  • rispettare i limiti di età stabiliti dalla legge (che spiegheremo a parte, all'interno del paragrafo successivo);
  • godere di uno stato di buona salute a livello psicofisico, dimostrabile attraverso un apposito certificato che viene rilasciato dal medico legale dell'ASL;
  • effettuare il percorso di valutazione con l'assistente sociale e con lo psicologo.

Quale età deva avere il bambino adottato

Sempre il medesimo articolo di cui abbiamo parlato all'interno del precedente paragrafo, dispone che:

  • la differenza minima di età che deve intercorrere tra il soggetto adottante e quello adottato non deve mai essere inferiore a 18 anni;
  • la differenza massima di età che deve intercorrere tra il soggetto adottante e quello adottato non potrà mai essere superiore a 45 anni, per un coniuge, e di 55, invece, per l'altro.

Lo scopo di queste disposizioni è quello di tutelare il diritto del bambino che viene adottato di essere cresciuto e di poter vivere all'interno di una famiglia che sia quanto più possibile simile ad una sua ideale famiglia biologica.

Perlomeno, l'intento è quello di metterlo nelle stesse condizioni, inserendolo in un contesto nel quale i suoi genitori adottivi abbiano la possibilità e sappiano fornirgli tutto ciò che gli serve per una sua adeguata crescita.

Questo requisito presenta, però, delle deroghe che vengono individuate e stabilite dalla legge. Ecco quali sono:

  • quando i coniugi decidono di adottare almeno due fratelli o sorelle;
  • quando i due coniugi hanno già all'interno del proprio nucleo famigliare almeno un figlio minorenne, non importa se questi sia biologico oppure adottato.

Come vengono effettuate e da chi vengono effettuate le verifiche dei requisiti

Per controllare questi requisiti che abbiamo appena elencato non basta una semplice verifica di tipo formale, ma serve, invece, un'analisi accurata ed un controllo di merito, di cui se ne occupano:

  • il Tribunale per i Minorenni;
  • i Servizi Socio Assistenziali.

Questi due enti, per garantire il miglior risultato possibile a beneficio del bambino che sta per essere adottato, si servono anche della collaborazione dei servizi delle ASL (Azienda Sanitaria Locale) per verificare al meglio i requisiti che possiedono i genitori.

Quali documenti servono per l'adozione

Ecco quali sono i documenti che sono necessari, e che devono essere presentati al Tribunale per i Minorenni, congiuntamente alla dichiarazione di disponibilità, per poter procedere con l'adozione di un bambino:

  • il certificato di nascita;
  • lo stato di famiglia;
  • il certificato di matrimonio;
  • un'autodichiarazione che esplicita che non sono in corso dei procedimenti di separazione, nemmeno di fatto;
  • la dichiarazione dei redditi o la busta paga;
  • il certificato del medico legale dell'ASL;
  • il casellario giudiziale, richiedibile recandosi presso gli uffici della Procura della Repubblica che sono competenti all'interno del proprio territorio;
  • la dichiarazione di disponibilità.

Quanto dura la domanda di adozione nazionale

La domanda di adozione nazionale può essere effettuata presentando l'apposito modello, denominato "dichiarazione di disponibilità", presso il Tribunale per i Minorenni, in carta semplice e allegando tutta la documentazione utile per provare il possesso dei requisiti per procedere con l'adozione.

Una volta che questa dichiarazione viene depositata presso il Tribunale, questa avrà validità per un periodo di tempo pari a 3 anni, terminati i quali potrà essere rinnovata, presentando nuovamente tutta la documentazione necessaria, in modo da provare il mantenimento dei requisiti.

Quanto tempo ci vuole per adottare un bambino

Le pratiche di adozione richiedono un tempo variabile ed hanno una durata diversa l'una dall'altra. Inoltre, quelle internazionali richiederanno dei tempi maggiori per l'esecuzione della procedura, rispetto a quelle nazionali.

Queste ultime, infatti, hanno una durata media di circa un anno/un anno e mezzo. Questo è il tempo che serve per la verifica dei requisiti dal momento in cui viene presentata la dichiarazione di disponibilità presso il Tribunale per i Minorenni.

Quella internazionale, invece, richiede molto più tempo, dal momento che possono passare anche 6 mesi oppure 1 anno dopo la presentazione della domanda, per iniziare con la verifica dei requisiti. La durata di tutto il procedimento e la chiusura della pratica può avvenire anche dopo più di 3 anni dalla richiesta.

Si può adottare un bambino anche se si è single? Ecco che cosa dice la legge

L'art. 44 della Legge n. 184 del 4 maggio 1983 prevede che i single possono adottare un bambino, ma solo nei seguenti casi particolari:

  • quando tra il soggetto adottante ed il minorenne adottato, il quale è orfano sia di padre che di madre, sussiste un rapporto di parentela fino al 6° grado;
  • quando tra il soggetto adottante ed il minorenne adottato, il quale è orfano sia di padre che di madre, sussiste un rapporto affettivo stabile;
  • quando il soggetto minorenne adottato, il quale è orfano sia di padre che di madre, riversa in una condizione di handicap tutelata all'interno dell'art. 3, comma 1, della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992;
  • quando per il soggetto minorenne adottato non è possibile procedere con l'affidamento preadottivo.

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Quanto si paga per adottare un bambino

Per conoscere quanto si paga per poter adottare un bambino, dobbiamo andare a fare prima un'opportuna distinzione tra le adozioni nazionali e quelle internazionali.

Infatti, che scegli di adottare un bambino italiano non dovrà sostenere alcun costo, così come viene disposto dal nostro ordinamento nazionale. Le uniche spese che si dovranno sostenere saranno solo quelle relative ai vari spostamenti per sbrigare la burocrazia e quant'altro.

Invece, all'estero i costi sono molto elevati e variano soprattutto in base al Paese di provenienza del bambino che viene adottato. Ma, ad ogni modo, si può arrivare a spendere anche 20.000 euro a causa delle enormi spese di tipo amministrativo, ma anche, per le spese legate al viaggio e alla permanenza all'interno del Paese estero.