Sembra quasi una storia surreale, uno di quei racconti d’appendice dove famiglie e futuri figli si ritrovano bloccati in un mondo che cade in ginocchio di fronte ad una strage mondiale. Ad un passo da una speranza, forse l’unica spia che rimane accesa in momenti di allerta globale, dove l’unico momento desiderato è quello di poter vedere e sentire fra le braccia qualcuno che già si ama anche se non si ha mai avuto la possibilità di stringere. 

Si potrebbe affermare di essere fortunati di vivere nel XXI secolo, un’epoca storica predominata dalla tecnologia, dove il contatto diretto con qualcuno dall’altra parte del mondo avviene oramai quasi in tempo reale. 

Qualcosa per tenere vivo ed unito un legame ancora in fase prematura, come una pianta che lentamente crea i suoi boccioli, per poi esplodere nella sua immensa bellezza, dipingendola di maestosi fiori. 

La possibilità di vedersi, seppure tramite uno schermo, rende la situazione meno aggravante per tutte quelle famiglie che, nell’ultimo anno, sono state ritenute idonee per l’adozione internazionale. 

Nessuna di esse demorde, anzi, vediamo futuri genitori combattere e non perdersi d’animo, sempre alla ricerca di soluzioni per poter vedere quei figli tanti desiderati. 

Il processo di adozione ha già i suoi bei casini, ma causa pandemia i problemi si sono amplificati, arrivando a creare momenti quasi surreali, con coppie che danno il tutto e per tutto ed affrontano viaggi nelle condizioni quasi da film horror.

Appello al governo Draghi: Vaccini per le famiglie con adozioni internazionali

Nonostante il 2020 abbia visto più di 600 famiglie ritrovarsi coi propri figli, l’associazione LIAN che vede collaborare i 5 enti di adozioni internazionali più grandi e riconosciuti in Italia fa richiesta di vaccinare coloro che sono in partenza per altri Stati. 

Un appello urlato a gran voce, in particolar modo dopo l’accaduto della famiglia bloccata in India nei giorni scorsi. 

Già in precedenza, come vediamo su asaonlus.com, gli enti appartenenti alla LIAN avevano fatto richiesta di vaccinare le famiglie in partenza per facilitare quanto possibile il processo di entra-uscita da uno Stato all’altro. 

“Sfidano il coprifuoco, il blocco dei voli, la recrudescenza dell’epidemia, le lunghissime permanenze all’estero. Eppure partono: là, in Bolivia, Perù, Colombia, Cile, India... li aspetta, da mesi, il loro figlio! Aiutiamole almeno con il vaccino”

Questo era stato l’appello dell’ente Lian in marzo e con esso riportano storie ed esperienze di molte famiglie che hanno affrontato mille peripezie per raggiungere i futuri figli.

“L’appello alle Autorità si fa pressante: dare la priorità di vaccinazione alle coppie di genitori adottivi che hanno già ricevuto l’abbinamento e attendono solo di partire è un gesto di umanità e di attenzione dal valore immenso. Sarebbero poche dosi di vaccino, nella grande quantità di dosi disponibili per tutti i cittadini secondo i piani già previsti. Poche gocce in un mare. Ma a volte, in determinate circostanze, le gocce non hanno tutte lo stesso significato”

Queste sono le parole delle organizzazioni che spingono affinché queste coppie abbiano la possibilità di viaggiare nonostante la crisi pandemica. Come affermano in diverse dichiarazioni, sono solo 300 i nuclei che avrebbero bisogno di possedere una copertura al COVID, e citando le loro parole: “poche gocce in mezzo al mare.”

Non demordono facilmente, sostengono e insistono nel supporto del governo per queste coppie che da mesi sperano di iniziare la loro vita e svilupparsi come una vera famiglia. In questi mesi i viaggi non si sono comunque fermati e nel periodo fra gennaio e febbraio i rientri ammontano ad un totale di 130, afferma l’associazione LIAN.

Allo stadio attuale, fra le situazioni più disastrose, troviamo la Bolivia: colpita in pieno da una seconda ondata, di conseguenza le restrizioni sui voli sono prorogate al 31 maggio, dichiara il Governo Boliviano. L’unica speranza per le coppie è di riuscire a trovare un buco fra quei pochi voli che vengono acconsentiti, prenotare e tenere le dita incrociate per non ricevere la notifica di cancellazione.

Nel frattempo, il Governo Italiano chiede di aspettare, specialmente per le adozioni internazionali in India data la crescita epidemiologica che sta subendo.

In ogni caso, afferma che le cinque famiglie là presenti hanno il completo supporto dell’ambasciata a New Dehli.

Chi può adottare?

Facciamo qualche passo indietro e percorriamo insieme le tappe per l’adozione internazionale.

Seguendo le normative del Ministero della Giustizia Italiano coloro che possono formulare la richiesta di adozione devono essere:

• Una coppia sposata da tre anni o più,

• Differenza di età, fra adottante e adottando, da un minimo di 18 anni ad un massimo di 45.

Ovviamente le eccezioni esistono e sono tutte singolari, dipendente dal caso stesso. 

Di recente, questi requisiti sono stati ampliati in seguito a una pronuncia della Suprema Corte di Cassazione (Cass. Civ., I sezione, ordinanza n. 17100, pubblicata il 26/06/2019): 

“Secondo l’ordinanza, in alcuni casi specifici vale più la qualità della relazione affettiva ed educativa che si è creata tra gli adottanti e l’adottando che lo status dei primi.”

Si tratta di un grande passo per il nostro Paese, un'apertura ad una nuova realtà, un modernizzazione di un'istituzione proiettata verso il futuro. Infatti, è la prima volta in cui viene concesso il via libera all’adozione anche ai single, alle coppie non sposate e alle persone in età avanzata; ciò vale anche per l’adozione dei minori disabili. 

Tuttavia, le coppie con i requisiti “tradizionali” possono godere di un canale preferenziale e di norma sono favorite. 

In riassunto, la coppia che verrà ritenuta idonea per l'adozione internazionale, oltre ad aver mostrato le prove di matrimonio stabile, sarà colei che avrà un equilibrio economico ed emotivo, in modo da poter supportare al meglio la crescita del minore.

Come funziona il processo di adozione internazionale?

Esattamente uguale a quello nazionale, i coniugi devono presentare una richiesta in carta semplice al Tribunale dei Minori, unito ad una serie di alti documenti come la dichiarazione dei redditi, stato di famiglia, una serie di certificati medici, certificati di nascita...

Dopodiché, il Tribunale passerà in rassegna la richiesta e si potranno così avere tre conclusioni: a) Verrete ritenuti idonei; b) La richiesta viene annullata; c) Potrebbe esserci una domanda per ulteriori chiarimenti ed indagini.

Per chiunque si trovasse nel caso b, non lasciatevi demoralizzare, avrete l'opportunità di riformulare la richiesta dopo un arco temporale di tre anni.

Per chi, invece, viene considerato idoneo, la strada è ancora lunga. Avrete una serie d'incontri con l'assistente sociale, si dovranno assicurare della vostra stabilità emotiva e sociale, dovrete saper dimostrare di riuscire a mantenere un equilibrio, sia a livello economico sia educativo.

La verifica dei requisiti avrà una durata di 120 giorni dopodiché, se passerete questa fase, sarete messi in lista, dove una serie di controlli incrociati vi metteranno in contatto col futuro figlio/a. 

La fase successiva si estenderà per un anno, dove avrete il minore rimarrà con voi sotto "affidamento preadottivo", il quale permette conoscersi meglio gli uni con gli altri e facilitare la compatibilità fra i protagonisti.

Quanto costa adottare un bambino?

Come possiamo vedere presso un pdf di aibi.it, per la coppia che preferisce procedere all'adozione internazionale i costi possono arrivare ad un totale di €50,000, dipende dal Paese in cui si predilige il percorso. 

Questo perché i coniugi dovranno versare dei contributi nel Paese d'origine del minore per tutto il processo amministrativo, oltre all'aggiunta dei costi dei viaggi e della permanenza presso la nazione stabilita.

Differente storia, invece, per le adozioni nazionali che non prevedono alcun costo.

Le tempistiche di un'adozione, che essa sia a livello nazionale o meno, vanno ad occupare una media di tre anni: un arco tra i 5 e 10 mesi per il Tribunale per passare al vaglio la richiesta, andando poi a procedere come sopra elencato.

Associazioni per il supporto nel processo di adozione internazionale

Fra i tanti enti che sostengono ed aiutano le famiglie in questo percorso, specialmente in tempo di COVID-19, troviamo l’unione della LIAN, il quale è costituito da: Ai.Bi. – Amici dei Bambini; Ariete Onlus; ASA Onlus; CIFA Onlus: Fondazione Patrizia Nidoli.

Ognuna di loro agisce su territori internazionali differenti, ma è stato unendosi che sono riuscite ad aiutare le coppie in questo periodo di allerta e pandemia, battendosi ogni giorno per vedere la realizzazione di un sogno.