Sembra raggiunto l'accordo politico per la riforma delle aliquote Irpef. Il 25 Novembre u.s. ha infatti visto la definizione di una prima bozza di accordo in cui si prevede il riordino degli scaglioni delle aliquote che passano da cinque a quattro.

Lo scopo è quello di ridurre la pressione fiscale già a partire dal 2022 e comunque nell'ottica di un più ampio disegno di riforma che prevede in un prossimo futuro il passaggio addirittura ad un sistema di solo tre livelli di aliquote.

Tuttavia siccome questo processo richiede necessariamente un iter legislativo piuttosto complicato perché si deve sostanziare di una legge delega e di successivi decreti delegati, l'accordo della scorsa settimana, sembra rappresentare un primo passo volto in tal senso.

Un piccolo tassello che si è inserito nell'attuale legge di bilancio 2022 e che troverà discussione in Parlamento e che raccoglie un'esigenza comunque evidente nel nostro paese che è quella di riordinare il sistema di tassazione previsto per le persone fisiche ritenuto troppo alto e comunque iniquo.

Al vaglio della riforma anche la possibilità della cancellazione dell'Irap per autonomi e imprese individuali, così come una revisione del sistema delle detrazioni e della no tax area.

Irpef: che cos'è

Prima di descrivere nel dettaglio la proposta di riforma, andiamo a fornire qualche delucidazione in più sull'Irpef.

L'Irpef è l'acronimo con cui si indica l'imposta sul reddito delle persone fisiche, introdotta nel nostro paese nel 1973 e che viene pagata da chi è residente in Italia sui redditi prodotti sia in patria che all'estero, e che viene pagata anche da chi non è residente in Italia ma produce redditi nel nostro paese.

La caratteristica di questa imposta è la sua progressività, nel senso che l'aliquota Irpef cresce all'aumentare del reddito imponibile, quindi maggiore sarà il reddito percepito, tanto più alto risulterà l'importo della tassa.

Il sistema della progressività si basa su un sistema di aliquote e su scaglioni di reddito, a scaglioni di reddito più elevati corrispondono aliquote più alte.

La progressività è assicurata anche dall'applicazione di un sistema detrazioni d'imposta e più recentemente anche di deduzioni dal reddito.

Il sistema di aliquote e scaglioni fino ad oggi operante si articola su cinque classi di reddito: il più basso arriva fino a 15 mila euro con un'aliquota del 23%, il secondo va dai 15 mila ai 28 mila euro con un'aliquota del 27%, il terzo va dai 28 mila ai 55 mila euro con un'aliquota del 38%, il quarto va dai 55 mila ai 75 mila euro con un'aliquota del 41%, infine c'è l'ultimo scaglione quello per i redditi superiori a 75 mila euro per il quale è prevista un'aliquota del 43%.

Abbiamo detto che a questo meccanismo si aggiunge un sistema di detrazioni che applicato sull'aliquote lorde sopra descritte, definiscono l'aliquota netta Irpef.

Sono tutte detrazioni a cui in contribuente ha diritto o perché ha sostenuto delle spese "deducibili", ad esempio spese sanitarie, spese per gli interessi passivi relativi ad un mutuo e così via, o perché dipendendo dalla particolare condizione che caratterizza l'individuo nel momento in cui si procede al calcolo dell'Irpef, ovvero dipendente, pensionato, individuo che ha dei familiari a carico etc.

In aggiunta l'imposta può venire ulteriormente ridotta in virtù di un sistema di deduzioni tra le quali rientra la no tax area che attualmente risulta essere fissata ad un valore di 8 mila euro.

Per chi fosse interessato ad approfondire, un video tratto da canale Marco Cavicchioli Economia e Finanza - YouTube, offre spunti interessanti sul tema.

 Aliquote Irpef: le proposte di modifica

Ad oggi sembra quindi sia stato raggiunto un accordo per la modifica dell'attuale sistema di aliquote e scaglioni in vigore per il calcolo dell'Irpef. E' un primo progetto di riforma, inserito in un'ottica di più lungo termine di riforma dell'intero sistema di tassazione volto ad abbassare la pressione fiscale ritenuta troppo alta all'interno del nostro paese e rendere più equo tutto l'intero sistema.

In effetti l'obiettivo ultimo della riforma complessiva sarebbe passare dalle attuali cinque aliquote ad un sistema di sole tre aliquote, ma una modifica di questo tipo richiede un iter normativo molto lungo che deve necessariamente passare attraverso una legge delega e i conseguenti decreti delegati ecco perché nel more del processo, si è pensato a questo passaggio intermedio.

Intermedio perché anticipa l'dea di riforma che si vuole portare avanti e che attualmente è in discussione in Parlamento affinché possa trovare collocazione nell'attuale legge di Bilancio 2022.

Ricordiamo infatti che si tratta di una vera e propria riforma strutturale non destinata ad avere effetti solo per il 2022, ecco perché questo, che per ora è un accordo politico, deve prima diventare un emendamento da inserire nella legge di Bilancio 2022 e necessariamente fare un passaggio parlamentare per ottenere la necessaria approvazione.

L'obiettivo di questo primo step di riforma è procedere già nell'ottica di riduzione delle classi di reddito e di scaglioni tanto che prevede il passaggio dalle attuali cinque classi a quattro con un alleggerimento della pressione fiscale soprattutto per le classi di reddito medio-alte. 

A latere di questa riforma principale, si spinge inoltre sulla eliminazione dell'Irap e sulla revisione del sistema di detrazione no tax area con un beneficio che, una volta assestato il quadro normativo, produrrà un effetto di redistribuzione anche sulle classi di reddito più basse.

Sul tavolo per la riforma stanziati 8 miliardi di euro, di cui 7 miliardi da destinare al taglio dell'Irpef e 1 miliardo per l'Irap, che si vuole cancellare per i lavoratori autonomi e le ditte individuali.

Ma procediamo per gradi.

Aliquote Irpef: l'idea della riforma

L'attuale proposta prevede un restyling del sistema di scaglioni e di aliquote attualmente in vigore. Abbiamo visto che si tratta di una sistema che prevede cinque scaglioni di reddito che parte dalla soglia più bassa per i redditi fino a 15 mila euro per la quale si applica un'aliquota Irpef del 23%, ed una soglia massima relativa ai redditi superiori a 75 mila euro per la quale è prevista un'aliquota del 43%.

Nel mezzo abbiamo tre scaglioni intermedi, il primo per i redditi che vanno dai 15 mila ai 28 mila euro tassati al 27%, il secondo scaglione che da 28 mila a 55 mila euro con un'aliquota del 38%, e il terzo scaglione intermedio relativo ai redditi compresi tra 55 mila e 75 mila euro per i quali si applica un'aliquota del 43%.

Per come è strutturato si vede che l'attuale sistema di fatto ha un range di tassazione abbastanza ampio, con l'aliquota più alta, pari al 43% per i redditi al di sopra dei 75 mila euro, e che prevede comunque aliquote più elevate per le classi di reddito medio-alte, rispettivamente 38% e 43%.

Del resto ricordiamo che l'Irpef nasce come aliquota progressiva per cui a classi di reddito più elevate corrispondono aliquote più elevate, tuttavia l'attuale progetto di riforma punta a ridurre il numero degli scaglioni e ad abbassare le aliquote per i redditi medio-bassi.

Aliquote Irpef: la riforma in pratica

Nello specifico il progetto di riforma in luogo dei cinque scaglioni ne prevede solo quattro con relativo abbassamento anche delle aliquote, il primo non subisce cambiamenti, redditi fino a 15 mila euro con aliquota al 23%, il secondo non cambia nei limiti reddituali che rimangono sempre compresi tra 15 mila e 28 mila euro ma prevede un abbassamento della relativa aliquota fiscale che passerebbe dall'attuale 27% al 25%, con un taglio dunque di due punti percentuali.

Le novità più grandi però riguarderebbero le classi medio alte, perché a seguire ci sarebbe una terza classe che rispetto alla precedente è modificata sia nei limiti reddituali che nell'aliquota, si parla infatti di redditi compresi tra 28 mila e 50 mila euro con un'aliquota del 35% in luogo del precedente 38%, e infine una quarta e ultima classe che fa riferimento a tutti i redditi superiori a 50 mila euro per i quali è prevista un'aliquota del 43%. 

Rispetto al precedente impianto normativo, dunque cambiano sia gli scaglioni che le aliquote.

Con riferimento agli scaglioni si modifica il limite di reddito superiore del terzo scaglione, che arriva 50 mila euro invece di 55 mila, e si elimina definitamente lo scaglione 55mila-75 mila euro tassato al 41% sostituito con la quarta e ultima classe che considera tutti i redditi superiori a 50 mila euro per i quali l'aliquota massima di tassazione superiore rimane al 43%.

 

Aliquote Irpef: una prima stima dei risparmi

E' ovvio che non appena sono state fatte le ipotesi di riforma siano scattate anche le relative simulazioni per vedere quale scaglione porta a casa il guadagno maggiore.

Ad oggi, quando mancano ancora numerosi tasselli per definire bene quali siano gli effetti definitivi della riforma, è evidente che i calcoli e le previsioni non sono che numeri azzardati, ad ogni modo sono stati fatti senza tener conto dei possibili effetti che potrebbero portare la revisione della no tax area e delle detrazioni.

Al netto di queste considerazioni, i calcoli eseguiti mostrano che questa riforma non avrà nessun effetto sulla classe di reddito più bassa per la quale la tassazione rimane invariata, mentre il risparmio in termini di tasse pagate, cresce all'aumentare della classe di reddito.

Fondamentalmente possiamo dire che l'andamento di questo risparmio è rappresentato da una curva dapprima crescente fino a raggiungere un punto massimo in corrispondenza del livello di reddito di 50 mila euro che poi torna a decrescere per stabilizzarsi ad un valore costante di 270 euro per tutti i redditi superiori a 75 mila euro.

Nello specifico il risparmio passa dai 100 euro per un individuo che ha un reddito di 20 mila euro, e cresce in modo progressivo all'aumentare del reddito, in un range che varia dai 220 ai 770 euro per redditi variabili da 25 mila a 45 mila euro. 

Aliquote Irpef: classi di reddito e risparmio

In corrispondenza della soglia di reddito di 50 mila euro raggiunge il valore massimo di 920 euro e poi inizia a decrescere, con valori compresi tra 670 e 370 euro per classi di reddito che vanno dai 55 mila ai 70 mila euro. Infine il risparmio si assesta ad un valore costante di 270 euro per tutti i redditi superiori di 75 mila euro.

Alla luce di quanto detto dunque è evidente che chi ha un reddito di 50 mila euro lordi all'anno si porta a casa il risparmio più alto di 920 euro l'anno (76,6 euro mensili) frutto del taglio dell'aliquota che passerebbe dal 38% al 35%.

Nello specifico dati alla mano saranno le fasce di reddito comprese tra 35 mila e 75 mila euro, pari a 4,1 milioni di contribuenti, a beneficiare della parte più grossa del taglio dell'Irperf, portandone a casa un valore corrispondente a 2,5 miliardi di euro.

Seguoni i 5,3 milioni di contribuenti della fascia di reddito compresa tra i 26 mila e i 35 mila euro che beneficeranno di 1,8 miliardi di tagli di Irpef, e in ultimo i 5,8 milioni della fascia di reddito compresa tra i 15 mila e i 20 mila euro che incasseranno circa 300 milioni di tagli Irpef.

Ad ogni modo bisogna ricordare che sono valori solamente indicativi perché le somme finali verranno fatte solo dopo che il quadro della normativa sarà perfettamente delineato.

Infatti dal riordino delle aliquote proviene solo il 40% dell'effetto redistributivo, mentre il 60% verrà dai correttivi portati alle detrazioni.

Aliquote Irpef: tutte le altre proposte di modifica

In effetti si prevede che risparmi maggior possano arrivare alle classi di reddito più basse, in virtù della modifica della no tax area, che verrebbe portata da 4 mila a 5,5 mila euro per per i lavoratori autonomi e da 8.130 euro a 8.500 euro per i pensionati.

Nessuna modifica è prevista invece per la no tax area dei lavoratori dipendenti che rimarrebbe stabile a 8.145  euro.

Benefici aggiuntivi poi alle fasce di reddito medio-basse, dovrebbero arrivare dal riordino delle detrazioni.

Tra le mosse previste l'abolizione del bonus fiscale da 100 euro che ha sostituito il precedente credito fiscale di 80 euro previsto dal bonus Renzi. In sostanza si prospetta di far scomparire il Bonus 100 euro e di assorbire i 15 miliardi ad oggi spesi per questo, nelle tre detrazioni principali previste per lavoratori autonomi, dipendenti e pensionati aumentandone così l'importo.

Pertanto quale sarà l'impatto effettivo della riforma sulle tasche degli italiani, potrà essere calcolato con certezza solo dopo che la riforma sarà definita in ogni suo aspetto.

In ultima analisi si discute anche di un possibile taglio dell'Irap per gli autonomi e i liberi professionisti destinando a questo un miliardo degli 8 messi sul tavolo per la riforma del sistema di tassazione.