Altezza del tetto, quale misure deve avere per l'abitabilità?

L'altezza del tetto è un parametro indispensabile per definire l'abitabilità di un immobile: ecco cosa dice la legge a proposito.

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L'altezza del tetto è uno dei parametri da rispettare per garantire l'abitabilità di un immobile. Si tratta di una caratteristica che, sia se si decide di ristrutturare casa che di comprarne una nuova, non va sottovalutata.

Per legge infatti un immobile è definito come abitabile solamente se rispetta alcuni parametri. A livello nazionale ci sono alcune regole da seguire, tuttavia poi i singoli Comuni si vanno a specificare ulteriori disposizioni.

Per definire l'abitabilità di un immobile vanno considerati anche altri parametri, tuttavia in questo articolo ci soffermiamo sull'altezza del tetto e degli spazi in generale.

Altezza del tetto e abitabilità: le regole

L'altezza dei locali abitativi è importante per conoscerne l'abitabilità. Alcune normative in questo proposito sono piuttosto recenti, e risalgono ad esempio al Decreto Semplificazioni 2021.

Non per tutti gli ambienti della casa sono definiti per legge gli stessi limiti di altezza. Se si parla dell'altezza minima all'interno delle abitazioni, la metrica da rispettare è di 2,70 metri.

Tuttavia questa misura può variare in alcuni casi specifici: nel caso di un corridoio, un disimpegno, bagno o ripostiglio, il limite per l'abitabilità è fissato ad un'altezza inferiore, ovvero di 2,40 metri.

Queste regole fanno riferimento al D.M. del 5 luglio 1975, e sono valide ancora oggi. Tuttavia esistono anche alcune eccezioni da analizzare, e per essere sicuri di non sbagliare è sempre consigliato fare riferimento al Comune in cui si trova l'immobile.

Una particolare eccezione alla regola riguarda gli immobili situati in Comuni di montagna, a 1000 metri al di sopra del mare. Sopra questa soglia infatti le regole cambiano leggermente, e l'altezza dei locali minima consentita dalla legge è di 2,55 metri.

Quando si intende modificare un immobile può essere necessario chiedere particolari autorizzazioni al Comune, o procedere con particolari variazioni al catasto. Per questo motivo si consiglia di fare sempre affidamento ad un esperto, ovvero un tecnico che possa indicarvi come procedere.

Le regole generali che riguardano l'altezza possono essere applicate anche nel caso di conversione di un sottotetto in una mansarda: anche in questo caso è particolarmente importante verificare le norme di legge a proposito dell'altezza, chiedendo le opportune autorizzazioni e disponendo di una finestra a norma di legge.

Altezza del tetto e abitabilità per immobili culturali

Una particolare indicazione viene data dalla legge per ciò che riguarda l'altezza del tetto e l'abitabilità per immobili con destinazione culturale. Il Decreto Legge 31 maggio 2021 n.77 va a definire regole specifiche per le strutture destinate ad un interesse culturale.

In questi casi l'altezza minima degli ambienti è di 2,40 metri, e scende a 2,20 metri in caso di corridoi, ripostigli o bagni. Allo stesso modo vengono definite regole ben precise per ciò che riguarda l'accesso della luce ai locali.

Ogni locale che ha come destinazione l'abitabilità, deve poter disporre di una finestra con valore del fattore luce non inferiore all'1%, e la finestra deve occupare almeno un sedicesimo della superficie rispetto al pavimento.

Queste regole vanno quindi rispettate nel caso in cui un immobile di interesse culturale venga convertito per un utilizzo abitativo, tuttavia va ricordato che è sempre necessario avere i titoli abilitativi per poter procedere alla ristrutturazione o alla riqualificazione dell'immobile.

A proposito del caso della ristrutturazione, il Decreto 26 giugno 2016 indica, per tutti gli immobili, che è concessa l'altezza minima di 2,60 metri nel caso di modifiche interne per installare impianti termici con pannelli radianti a pavimento o a soffitto.

Si può dire quindi che le regole principali sull'altezza del tetto e degli ambienti in generale siano state nel tempo modificate alla luce di casi specifici che si possono riscontrare, per cui è sempre consigliato capire in quale categoria di immobile rientra l'abitazione su cui si intende fare dei lavori.

Ogni Regione poi ha delle proprie disposizioni specifiche sulla realizzazione delle modifiche e sui requisiti per l'abitabilità dell'immobile, per cui una norma presente in una zona potrebbe essere assente in un'altra.

Tuttavia, mentre per alcune norme esistono particolari tolleranze ai limiti, è importante sapere che tali tolleranze non vengono applicate per l'altezza dei locali, per cui è importante rispettare le soglie previste al centimetro.