Le voci che circolavano sono divenute realtà: Amazon investirà grossi capitali per rendere la marijuana legale in tutti i cinquanta Stati Uniti d’America. L’investimento di Amazon nella marijuana fa presagire nuove possibilità sia per il colosso multinazionale sia per  la filiera produttiva della marijuana, con un boom del volume di affari per entrambi i settori.

Amazon e marijuana: la società di jeff bezos investe nella cannabis

Dal blog di Amazon, in un messaggio a tutti i dipendenti dell’azienda, il C.E.O. Dave Clark ha annunciato importanti novità riguardo alla marijuana, che implicano grossi cambiamenti all’interno della multinazionale, nel mercato globale della marijuana e che inevitabilmente ci danno qualche traccia per comprendere i futuri progetti del colosso mondiale.

Si tratta probabilmente del primo passo per arrivare a larghi investimenti su un mercato come quello della marijuana che da anni attende una liberalizzazione, sprigionando e enormi opportunità di guadagni in un numero sempre maggiore di paesi nel mondo.

Il colosso multinazionale di Jeff Bezos non si muove mai a caso, con il titolo già in salita e nuove prospettive di mercato da esplorare.

Amazon e marijuana: lo strano connubio

Se non avete mai pensato a mettere Amazon e marijuana nella stessa frase non è grave; significa solo che l’amministratore delegato di Amazon sa fare affari meglio di voi, o che non siete mai stati dei gran consumatori di marijuana.

Il punto è che questa mossa da parte di Jeff Bezos e staff è particolarmente efficace. Amazon si prepara a promuovere un legge che renderà libero il mercato di una merce che vale miliardi, avendo già pronta una struttura tale da poter consegnare migliaia di tonnellate di marijuana  in tutto il mondo.

Sebbene questi passi non rappresentino di per sé una dichiarazione di intenti commerciali (sembra più un modo per tastare il terreno per ora), è facile immaginare che dati i buoni risultati ottenuti in borsa e la buona risposta da parte dell’opinione pubblica, Amazon si prepari a un assalto al mercato globale della marijuana

Sostegno alla marijuana da parte di Amanzon

Amazon sosterrà economicamente e politicamente il The Marijuana Opportunity Reinvestment and Expungement Act of 2021 (MORE Act), una legge che renderà legale la marijuana in tutti I cinquanta stati che compongono gli U.S.A.

Quindi Amazon spenderà denaro nei vari comitati e nei vari circoli lobbistici per far approvare la legalizzazione della marijuana ed è difficile che lo faccia per spirito democratico.



In questo modo si farà promotore di una legge e sarà interessante vedere quanto Amazon riuscirà ad avere influenza sulla politica americana. Va detto che la spinta alla legalizzazione della marijuana non arriva ovviamente solo da  Amazon, dato che anche a livello politico già si sono viste spinte importanti: basti pensare che le nazioni unite hanno cessato la loro campagna di contrasto alla marijuana già mesi fa.

Amazon: fine dei test sulla marijuana ai candidati

Per coerenza, Amazon metterà fine ai test sui candidati ad ogni posizione per la possibile positività alla marijuana. A livello aziendale il consumo di marijuana verrà considerato equiparato a quello dell’alcool.

Amazon è nota per certe vicende che hanno evidenziato come il regime imposto ai dipendenti possa suscitare dubbi sull’umanità del loro trattamento, quindi è facile pensare che la rinuncia a questi controlli possa essere una specie di boccone amaro per i quadri aziendali, che dovranno adeguare le normative interne e trovare nuovi modi per tenere alta la produttività.

Ma il cambio di politica sembra essere più generale, tanto che alcuni cambiamenti riguardanti anche le policies sul lavoro verranno allentate, cercando di continuare sulla strada comunicativa del dipendente amazon felice e contento, che magari fuma pure marijuana. Ma nel tempo libero.

 Ma da un punto di vista comunicativo questa svolta è un trionfo. Amazon si mostra quindi più vicina al trend progressista del mondo occidentale, smorza delle problematiche andando più incontro ai lavoratori, riavvicinandosi a quell’ala dell’opinione pubblica mondiale che l’ha sempre osteggiata. Il tutto mentre ci si candida ad essere lo spacciatore più grande del pianeta. Non male direi.

Amazon e marijuana opportunità di investimento?

Se un colosso come amazon decide di prendere posizione su un argomento molto controverso come la marijuana, non lo fa perché gli “sembra” che sia la cosa migliore, così come non lo fa perché l’amministratore delegato ha fumato marijuana una volta nel ’79 e dai non gli aveva fatto poi così male.

Questo improvviso cambio di rotta è dovuto ad attente valutazioni, studiate nei pro e contro da esperti, su dove si possono fare soldi. Come riferito in un mio vecchio articolo, la marijuana è un mercato che attende solo il “LA” per dar via a una vorticosa scia di miliardi.

Le opportunità di investimento sono relative ad amazon stessa, che con il passaggio della legge  (The Marijuana Opportunity Reinvestment and Expungement Act of 2021, detto anche MORE) avrebbe già di per sé un rialzo, una possibilità concreta vista la maggioranza democratica in entrambe le camere. In più ci sarebbe l’indotto che il mercato della marijuana stesso nel quale amazon potrebbe entrare, sia come rivenditore che perché no, produttore.

In questo video di Yahoo Finance, anche se non sapete l’inglese saprete leggere i numeri in alto a sinistra, che spiegano l’impatto di questa decisione da parte di amazon

Ma anche senza spregiudicate speculazioni di borsa, se vi intendete di coltivazione di marijuana da criminali potreste avere una qualifica molto ricercata nei tempi prossimi venturi, se avete un campo e non sapete cosa farci continuate a seguire le notizie su questo ambito, che potrebbero essere molto lucrative.

Sempre ammesso che il nostro paese non sia l’ultimo al mondo a cercare una fetta di mercato.

Marijuana legale anche in italia? (consegnata da Amazon?)

La possibilità di ordinare dieci grammi di marijuana, magari di qualche sorta di varietà inconsueta, ricevendo il giorno dopo un pacchetto col sorriso di Amazon, estraendone un sacchettino con scritto sopra superskank potrebbe essere vicina per chi vive  negli stati uniti, ma da noi è ragionevole pensare sia ancora lontana.

Sebbene in un recente articolo avevamo valutato la possibilità della legalizzazione della marijuana nel periodo del governo Draghi, non è ancora stata stabilita una data per l’attuazione del referendum per cui i radicali raccolsero le firme anni fa. Inoltre il ddl Magi presentato per la regolarizzazione dell’autocoltivazione non è ancora stato calendarizzato.

Questo non vuol dire che la legislazione riguardante la marijuana non sarà cambiata, ma è difficile che non lo sia al punto tale da permettere la grande distribuzione organizzata o l’acquisto on-line.

Quindi anche se è probabile che un maggiore liberalizzazione sia imminente, anche grazie alla spinta di Amazon, la consegna a domicilio parrebbe più lontana che negli stati uniti. Potrebbe però arrivare da parte di Amazon la commercializzazione della marijuana a basso THC detta anche cannabis light, che attualmente non viene venduta da Amazon (mentre potete acquistarvi grinder, cartine, vaporizzatori e persino cartine in oro 24 carati).

Va anche detto che su questo tipo di legislazione il nostro paese si è sempre allineato alle politiche statunitensi, quindi con l’approvazione di una legge federale al campidoglio di Washinghton, la strada per una legalizzazione in Italia sarebbe ancora più spianata.

Si vedrà quindi se opinione pubblica, mercato (come Amazon dimostra) e convenienza economica saranno sufficienti a superare il muro politico formato dai conservatori, dalla criminalità organizzata e dalla paura di alcuni parlamentari di perdere qualche voto, che finora ha contribuito a mantenere nell’illegalità la marijuana.

E quindi che succederà con Amazon e la marijuana?

Succederà che prima o poi Amazon consegnerà anche la marijuana con i suoi pacchettini, con ricavi enormi e  la possibilità di diventare il primo distributore mondiale di marjiuana.  Amazon utilizzerà tutta la sua influenza politica ed economica per far passare il MORE al congresso degli Stati Uniti d’America, provvedendo quindi a una legalizzazione della marijuana in tutti gli stati federati, creandosi di fatto un  nuovo mercato.

La decisione dell’unica superpotenza al mondo (forse ancora per poco), avrà un certo richiamo anche all’estero con altri paesi del blocco occidentale che adegueranno le loro normative. È importante ricordare che i primi paesi a legalizzare saranno quelli che si prenderanno le prime e più grosse fette di mercato.

La Marijuana prevede un’intera filiera produttiva da coltivatore a consumatore, nella quale Amazon, qualora potesse, avrebbe a disposizione una capacità distributiva e un know-how che le permetterebbe di imporsi su una fetta di mercato molto grossa.