L'annullamento del matrimonio, sia quello civile che religioso, può consentire di evitare i tempi lunghi che sono previsti per il divorzio e può evitare anche le liti per l'assegnazione dei beni, gli alimenti ed il mantenimento del coniuge e dei figli.

Perciò, andiamo a vedere come si ottiene il perfezionamento di questa procedura e quanto costa, sia per quanto riguarda il rito civile che le nozze in Chiesa. I casi i cui è possibile sono tassativamente elencati dalla legge. Ecco quali sono e tutti i dettagli in merito. 

Le tipologie di matrimonio

Prima di entrare nel vivo dell'annullamento, dobbiamo precisare quali sono le tipologie di matrimonio previste nell'ordinamento italiano:

  • il rito civile, contratto presso il Comune con l'effetto di produrre dirtti ed obblighi previsti per legge;
  • il rito religioso, cioè quello celebrato in Chiesa e fondato sulle regole del diritto canonico;
  • il rito concordatario, contratto sempre all'interno di una Chiesa ma riconosciuto a tutti gli effetti dalla legge.

Tra questi tre riti i più frequenti sono quello di tipo civile e quello concordatario, in quanto hanno una valenza anche sotto l'aspetto legislativo. In altre parole, chi stipula un matrimonio concordatario in Chiesa avrà gli stessi effetti in campo di diritto civile di chi si è sposato in Comune. Invece un rito esclusivamente religioso resta non ha alcuna validità legale ma soltanto culturale e spirituale. 

Annullamento del matrimonio civile: le ipotesi

Le cause che possono comportare l'annullamento del rito civile, come se non fosse mai stato celebrato, sono elencate dalla legge in maniera tassativa. Si tratta di motivi di grave entità tanto da rendere l'unione nulla. Le ipotesi sono le seguenti:

  • il matrimonio civile può essere annullato per eventuali impedimenti, qualora quest'ultimo fosse stato celebrato senza il rispetto delle modalità che sono previste dalla legge (secondo quanto viene disciplinato all'interno degli articoli 84-89 del Codice Civile);
  • in caso di episodi di violenza,  ad esempio se i due coniugi siano stati costretti a contrarre il matrimonio attraverso intimidazioni, ricatti o quant'altro di simile (così come viene disciplinato all'interno dell'art. 122 del Codice Civile);
  • se è stato contratto per errore, dal momento che, fino a quando viene effettuata la celebrazione dell'atto, uno dei due coniugi non era a conoscenza di informazioni estremamente importanti, che, invece, avrebbe dovuto conoscere prima di sposarsi, come ad esempio eventuali reati commessi, la presenza di figli da altre persone, ecc... (secondo quanto viene disciplinato all'interno dell'art. 122 del Codice Civile);
  • nel caso in cui ci si ritrovi in una situazioni di simulazione, nella quale i coniugi hanno effettuato la celebrazione del rito e si sono uniti civilmente, solamente per convenienza, senza essere realmente conviventi e senza adempiere a tutti gli obblighi che vengono sanciti dalla legge (così come viene disciplinato all'interno dell'art. 123 del Codice Civile).

Come farlo

Per poter effettuare l'annullamento del matrimonio celebrato con il rito civile, i due coniugi hanno la possibilità di mettersi d'accordo e di scegliere lo stesso Tribunale, indicando a quest'ultimo le modalità che questi desiderano per portare a termine la procedura e la rispettiva unione. Dopodiché sarà il giudice stesso a procedere con la verifica delle motivazioni per cui è stato richiesto l'annullamento, in modo da controllare se rispettano le disposizioni che sono previste dalla legge e, dunque, se non sono presenti delle cause ostative che potrebbero rendere invalida questa procedura.

Se, invece, i due coniugi non riescono a raggiungere un accordo, non potranno effettuare un'azione congiunta, ma uno dei due dovrà presentare una richiesta presso il Tribunale che risulta competente a livello territoriale, ovvero quello che si trova all'interno del Comune nel quale il soggetto richiedente ha stabilito la propria residenza o il proprio domicilio.

Se, invece, l'atto dell'unione tra i due coniugi è stato celebrato all'interno di uno Stato estero, il giudice competente è individuato nelle normative comunitarie oppure in quelle del diritto internazionale.

In particolare, il soggetto richiedente dovrà notificare all'altro coniuge:

  • l'atto di citazione in giudizio, in modo da portarlo a conoscenza dell'apertura della procedura, la quale è indirizzata anche nei suoi confronti;
  • l'istanza di separazione temporanea, la quale viene disciplinata all'interno dell'art. 126 del Codice Civile e la quale viene adottata qualora sussistano delle gravi ragioni per le quali non si possa proseguire nello stato di convivenza attuale.

Quanto costa

Il costo dell'annullamento è uno degli aspetti che desta maggiore interesse. In particolare le voci di spesa da prendere in considerazioni sono:

  • le spese da corrispondere al Tribunale, come le marche da bollo, il contributo unificato, ecc...;
  • le spese di deposito degli atti;
  • il compenso che dovrà essere corrisposto all'avvocato.

Questi costi possono variare molto in base al Tribunale presso il quale viene presentata la richiesta ed in base all'avvocato prescelto. Ma, ad ogni modo, il costo complessivo si aggirera intorno ad una cifra compresa tra i 1.000 euro ed i 5.000 euro.

Quali sono le tempistiche

I tempi di attesa non sono particolarmente impegnativi, se confrontati con altre procedure assai più lunghe (si pensi all'annullamento presso la Sacra Rota). Nello specifico per annullare un rito civile bigogna attendere: 

  • almeno un anno dalla data nella quale è stato celebrato l'atto di matrimonio;
  • deve passare almeno un anno dal momento in cui è sorta la motivazione che ha, poi, portato alla richiesta di attivazione di questa procedura.

Dopo aver effettuato la richiesta, il Tribunale avvierà delle indagini ed effettuerà delle perizie per verificare la validità delle motivazioni per cui questa procedura è stata richiesta. Inoltre, i tempi previsti saranno ancora maggiori nel caso in cui i due coniugi non riescano a raggiungere un accordo e non riescano, dunque, a procedere con un'azione congiunta, presso lo stesso Tribunale.

Anche se potranno sembrare dei tempi piuttosto lunghi, le tempistiche relative a questa procedura sono nettamente inferiori rispetto a quelle che sono necessarie per portare a termine un divorzio, dal momento che all'interno di quest'ultimo subentrano ulteriori decisioni in merito all'assegno di mantenimento del coniuge e dei figli, agli alimenti, all'assegnazione dei beni, ecc...

Quando è possibile effettuare l'annullamento del matrimonio religioso

Dobbiamo distinguere due diverse tipologie di processo per effettuare questa procedura:

  • il processo ordinario;
  • il processo breve, introdotto grazie alla Riforma del 2015 di Papa Francesco.

Ecco quali sono le cause ed i motivi che rendono possibile l'annullamento del matrimonio celebrato mediante il rito religioso, secondo il processo ordinario:

  • la mancanza del consenso di uno dei due coniugi;
  • l'infedeltà;
  • la mancanza del desiderio di avere dei figli;
  • la mancata consumazione e la mancanza di sessualità all'interno del matrimonio, così come viene disciplinato all'interno dell'art. 1142 e agli articoli 1697-1706 del Codice di Diritto Canonico;
  • l'impotenza o l'incapacità sessuale di uno dei due coniugi, così come viene disciplinato all'interno dell'art. 1084 del Codice di Diritto Canonico;
  • l'esistenza di un altro matrimonio (art. 1085 del Codice di Diritto Canonico);
  • l'incompatibilità della religione dei coniugi (art. 1086 del Codice di Diritto Canonico);
  • la consanguineità (artt. 1091, 1092 e 1094 del Codice di Diritto Canonico);
  • l'errore sulla persona, così come viene disciplinato all'interno dell'art. 1097 del Codice di Diritto Canonico;
  • la simulazione (art. 123 del Codice Civile);
  • il mammismo.

Quanto costa annullare il matrimonio religioso

I costi, anche in questo caso, sono ingenti e possono oscillano in media tra un minimo di 2.500 euro fino ad un massimo di 4.000 euro circa.

In particolare le voci di spesa da prendere in considerazione sono:

  • 525 euro, come tassa da versare alla Sacra Rota;
  • una cifra di denaro variabile, che potrà andare da un importo minimo di 1.575 euro, fino ad un importo massimo di 2.995 euro, i quali dovranno essere corrisposti come onorario dell'avvocato rotale. A questa somma bisogna aggiungere, però, anche l'IVA e la Cassa di Previdenza Forense.

La Riforma promossa da Papa Francesco nel 2015 ha cercato di rendere questa procedura accessibile a tutti, anche ai meno abbienti, disponendo la possibilità di ridurre oppure di azzerare l'importo relativo alla tassa da versare alla Sacra Rota (quindi 525 euro), semplicemente presentando l'ISEE, la dichiarazione dei redditi o qualsiasi altra documentazione che dimostri una condizione di disagio economico.

Per le stesse motivazioni, si può fare anche richiesta al Tribunale ecclesiastico per ottenere il patrocinio gratuito e, dunque, risparmiare sulle spese relative all'avvocato, dal momento che quest'ultimo sarà nominato d'ufficio e remunerato dalla Sacra Rota.

Se, invece, non avete la possibilità di accedere al patrocinio gratuito, l'unica modalità che vi consentirà di risparmiare un po' di denaro è quella di scegliere lo stesso avvocato del vostro coniuge, in modo da dividere le spese che dovete sostenere.

Quanto tempo occorre

Prima della Riforma del 2015 di Papa Francesco, per portare a termine questa procedura ci volevano circa due anni. Ad oggi, invece, ecco quali sono i tempi di attesa per perfezionare l'annullamento del matrimonio religioso:

  • 1 anno circa, per il processo ordinario;
  • 30 giorni, per il processo breve.

Una tempistica decisamente più breve rispetto a quella prevista in passato, segno che anche la Chiesa si sta lentamente aprendo alla possibilità di ripensamento dopo le nozze.