Sono mesi che si parla di Assegno unico e da giorni è arrivata la grande notizia: a marzo diventerà realtà. Già a partire da gennaio 2022 gli interessati potranno iniziare a fare la richiesta. Nell'attesa, analizziamo nel dettaglio di cosa si tratta. 
 
Sono in tanti a parlarne, a volte lo chiamano con un altro nome, ma cosa sanno i cittadini  al riguardo? In questo articolo vogliamo riportare tutte le novità sull'argomento ed entrare nello specifico della questione. 
 
Con l'assegno unico le famiglie vengono messe al primo posto, ma chi può accedervi e in che modo? Il Governo ha attuato una serie di riforme anche per incrementare il numero di nascite che negli ultimi anni è sceso notevolmente. 

Assegno Unico: che cos'è?

L'assegno unico è un sussidio che lo Stato mette a disposizione alle famiglie che lo richiedono per ottenere una somma di denaro da usare per i propri figli. Lo scopo del Governo è quello di tutelare i nuclei familiari, incrementando anche il numero delle nascite. 
 
Si tratta di un sussidio diviso in due parti: da un lato c'è la quota fissa che è uguale per tutti coloro che lo ottengono, dall'altro una somma di denaro che si basa sull'Isee e varia quindi a seconda del reddito, età e numero di figli.
 
I nuclei famigliari che potranno utilizzare l'assegno unico saranno quelli con i figli che non hanno compiuto ancora diciotto anni, più precisamente per tutti quei genitori a partire dal settimo mese di gravidanza. Fanno eccezione coloro con disabilità che potranno riceverlo anche varcata la soglia dei diciotto anni.

Assegno unico temporaneo

Nell'attesa delle novità previste per il 2022 di cui parleremo nel prossimo paragrafo, bisogna ricordare che l'assegno unico 2021 che è temporaneo ed è ancora in vigore. Esso è stato presentato nel decreto ponte.
 
Sarà usufruibile fino al 31 dicembre 2021. Anche le famiglie che hanno preso in adozione un bambino o hanno un affido preadottivo potranno fare richiesta, l'importante è che possiedano determinati requisiti che sono:
  • essere cittadino italiano o far parte di uno Stato membro dell’Unione europea. Gli altri componenti della famiglia dovranno avere il diritto di soggiorno o il diritto di soggiorno stabile; 
  • pagare la quota prevista per il reddito in Italia;
  • essere residente o avere il domicilio in Italia, con i figli a carico fino a quando diventano maggiorenni;
  • essere residenti in Italia da minimo ventiquattro mesi, anche non stabile, dunque possedere un contratto lavorativo a tempo indeterminato o a tempo determinato con una durata di almeno sei mesi;
  • avere un Isee valido.
Tutti gli aspetti fanno rifermento al decreto legge 79/2021. Inoltre, per richiedere questo aiuto bisogna essere:
  • essere lavoratori autonomi. Tale aspetto fa riferimento a tutti i soggetti che operano in modo indipendente, senza alcun contratto di subordinazione e quindi senza un datore di lavoro, ma con accordi di collaborazione con diversi enti e aziende. Si parla quindi di imprenditori o liberi professionisti che possiedono la Partita iva;
  • essere soggetti non attivi, vale a dire persone che non hanno avuto un lavoro nel mese precedente a quello preso in considerazione per la domanda o che non abbiano alcuna voglia di cercare lavoro nelle due settimane dopo alla domanda;
  • persone che hanno un reddito basso, quindi tutti soggetti incapienti che non hanno l'obbligo di fare la dichiarazione, si fa riferimento a quelli che non hanno un reddito totale che supera gli 8.174,00 euro l’anno;
  • chi ottiene il Reddito di cittadinanza;
  • lavoratori che non usufruiscono degli assegni al nucleo familiare.

 Assegno unico 2022

Le modifiche saranno avviate a partire dal 2022, più precisamente da marzo quando i componenti delle famiglie potranno utilizzare l'assegno unico con le nuove forme. Secondo quanto si apprende da fonti ministeriali
L'importo dell'assegno unico dovrebbe essere fissato dal decreto attuativo atteso nella Camera dei Ministri la prossima settimana.
A seconda dell'Isee, la quota prevista può variare da un minimo di 50 ad un massimo di 180 euro per ogni figlio,  con un'aggiunta per il terzo figlio. In base al reddito del nucleo familiare e al numero dei componenti, il calcolo avverrà in questo modo:
Saranno previsti 50 euro per i redditi più alti fino ai 180 euro per i più bassi, dal terzo figlio in poi la quota potrebbe arrivare anche ai 250-260 euro. 
Un altro punto a favore sarà collegato al lavoro dei genitori, infatti se entrambi hanno un'occupazione è prevista una maggiorazione. Tale considerazione è stata voluta fortemente dalla ministra della Famiglia Elena Bonetti per esaltare il lavoro femminile. 

Assegno unico 2022: al via le richieste

Le domande potranno partire da gennaio 2022, visto che fino al 31 dicembre 2021 sono ancora valide quelle riguardanti l'assegno unico temporaneo. Le prime erogazioni sono previste per il mese di marzo e la quota verrà erogata ogni anno nello stesso mese, salvo diversa segnalazione. 
 
Con tale scelta il Governo permette alle famiglie di presentare l'Isee dell'anno precedente, su cui si basa l'assegno. In vista del  2022, per evitare che due mesi restino scoperti, l'assegno temporaneo sarà prolungato anche per i mesi di gennaio e febbraio.

Assegno unico 2022: cosa cambia in busta paga?

L'assegno unico, anche se riportato con una dicitura diversa, è un sussidio che i lavoratori hanno sempre ricevuto in busta paga e veniva assegnato dal datore di lavoro. Dal 2022 le cose cambieranno anche sotto questo punto di vista, perché spetterà all'Inps il versamento di tale quota e dunque i pagamenti saranno distinti.
 
Per capire nel dettaglio di cosa stiamo parlando, riportiamo un esempio pubblicato dal Sole 24h
Un genitore a tempo indeterminato con reddito superiore a quello del coniuge, due figli minori di cui uno con meno di tre anni (reddito da lavoro dipendente 22.750 euro, reddito familiare 40.700 euro), potrebbe trovarsi a fine gennaio una busta paga più leggera di circa 293 euro a causa dell’eliminazione di circa 143 euro di detrazioni al 100% per i due figli a carico e 75 euro di Anf, maggiorati di altrettanti 75 circa per effetto del decreto ponte 79/2021.

Assegno unico nel Family act

L'assegno unico è solo uno dei punti del cosiddetto Family Act, una raccolta di misure previste dal Governo per tutelare e aiutare le famiglie italiane.
 
Tale disegno di legge rientra nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, programma ideato dal Governo italiano dove vengono riportate tutte le informazioni riguardo all'investimento di fondi messi a disposizione dall’Unione Europea nell’ambito del Next generation Eu per favorire la ripresa nel post pandemia da Covid-19.
 
Per il momento il Family Act è soltanto una proposta che, qualora diventi legge, prevede
  • Assegno unico; 
  • Soldi per l'asilo nido: aiuti utili per eseguire le spese che riguardano le rette per gli asili nido, micro nido, scuola dell’infanzia, sezione Primavera, vale a dire tutte le attività di sostegno a domicilio per le famiglie con figli che non hanno ancora sei anni. 
  • aiuto per le spese per i figli con malattie: sostenere tutti i nuclei famigliati che hanno  bambini con problematiche di varia natura che hanno bisogno di cure, visite ecc.
  • sussidio per acquisti scolastici: sostegni per le spese per il materiale scolastico, vale a dire libri di testo per la scuola secondaria di I° e di II° grado. Rientrano in questa categoria anche  i viaggi di istruzione, l’iscrizione o l’abbonamento ad associazioni sportive,  frequenza di corsi di lingua straniera, di arte o musicali.
  • Congedi parentali;
  • Incremento del lavoro femminile: agevolazioni fiscali per sostenere le spese riguardanti  i servizi domestici o di assistenza ai familiari con deficit di autonomia. Questi sussidi saranno erogati solo a coloro che hanno un contratto di lavoro subordinato, basandosi in ogni caso sulla situazione ISEE familiare. Inoltre per questo punto è previsto anche un aiuto per l’avvio di nuove attività femminili e imprese  delle donne per i primi 2 anni. Altri incentivi riguardano tutti i lavori femminile al Sud.
  • Aiuti legati al lavoro agile: agevolazioni volte a tutelare la retribuzione dei lavoratori nei giorni in cui non possono andare a lavoro per malattia dei figli. Altre considerazioni verranno fatte per i datori di lavoro e le imprese che sosterranno lo smart working. 
  • Sostegni per gli affitti per le giovani coppie: aiuti fiscali per i ragazzi che non hanno compiuto i trentacinque anni e hanno intenzione di andare a convivere e quindi sono propensi a trovare una casa.
  • Sconti per acquistare i libri universitari: sussidi per tutti coloro che faranno la richiesta, ma che non rientrino in altre categorie di sostegni. 
  • Aiuti per affitti per studenti universitari: agevolazioni per le spese a carico delle famiglie che hanno contratti di locazione di abitazioni per i figli maggiorenni che sono iscritti all'università.  Anche in questo caso l'obiettivo del Governo è quello di incrementare l'iscrizione ai corsi universitari e alla formazione.
A parlare del Family Act è Elena Bonetti, ministro per la Famiglia e le Pari opportunità che secondo quanto si legge sul sito www.ideawebtv.it ha affermato che
Colmare il divario salariale è uno degli obiettivi della strategia nazionale della parità di genere. Il nostro Paese è agli ultimi posti in Europa per figli che nascono e per lavoro femminile. Noi vogliamo ribaltare questo schema.
E' questo uno degli obiettivi primari che il Governo si pone tra le sue priorità, visto che alla fine del 2021 sono ancora tanti i tabù da abbattere e i divari da sconfiggere.