Le multe ravvicinate non vanno pagate: il giudice annulla le sanzioni dell'autovelox

Il motociclista milanese riceve due multe nell'arco di tre giorni, entrambe dallo stesso autovelox, ma il giudice annulla le multe, vediamo perché.

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Secondo il giudice del tribunale di Milano, le multe ravvicinate, provenienti dallo stesso autovelox, non vanno pagate.

Quando si verificano due violazioni della stessa disposizione amministrativa, infatti, se queste presentano alcune caratteristiche, devono essere annullate.

Vediamo su cosa si fonda il verdetto del giudice Milanese, che ha accolto il ricorso di un motociclista del posto al quale sono state recapitate due multe, entrambe per la stessa violazione, commesse nell'arco di tre giorni.

Autovelox: multe ravvicinate non vanno pagate

Secondo il giudice, quando il conducente del veicolo commette la stessa infrazione per più volte di fila, se ricorrono alcune condizioni, bisogna giudicare le sanzioni in maniera unitaria.

Da questa considerazione discende che "le violazioni amministrative successive alla prima" non possono essere considerate come infrazioni ulteriori.

L'automobilista, infatti, in questo caso potrebbe aver commesso più infrazioni in maniera involontaria, a causa di un errore sull'interpretazione della normativa.

Il conducente, dunque, se nell'arco di tre giorni prende una multa per eccesso di velocità nello stesso punto, potrebbe non essersi accorto che in quel particolare tratto di strada bisogna circolare al di sotto del limite di velocità per cui è stato multato, e l'errore nella valutazione gli vale l'annullamento della multa.

Multe autovelox annullate: il fatto

Il conducente, in sella alla sua moto, si trovava nel comune di Pioltello, nei pressi di Milano.

Percorrendo il tratto di strada della nuova Cassanese, in cui c'è il controllo elettronico della velocità, è stato multato per ben due volte in un lasso di tempo pari a tre giorni soltanto.

Dal momento che il conducente riteneva di aver rispettato i limiti di velocità, ha deciso di chiedere assistenza all'associazione "Miglior Tutela", che si avvale di "Altvelox" per fare ricorso in sede legale.

I ricorsi per contestare le due infrazioni sono stati accolti dal giudice, che ha riscontrato almeno due irregolarità.

La prima riguardava una richiesta di accesso agli atti amministrativi richiesta alla città metropolitana di Milano.

In questo caso si richiedevano alcuni documenti tecnici che riguardavano sia l'autovelox, sia la segnaletica verticale del caso di specie.

In questo caso, la PA aveva soddisfatto le richieste relative alla segnalazione "solo in parte", mentre non aveva soddisfatto in nessun modo la richiesta dei documenti tecnici sul funzionamento dell'autovelox.

Il verdetto del giudice

Secondo il giudice, è stato possibile applicare l'art. 8 bis, quarto comma, l. 689/1981.

Secondo la norma, non si può considerare reiterata la violazione della disposizione amministrativa se la seconda è della stessa indole, ed è stata commessa in tempi ravvicinati.

Perciò, valutato il criterio temporale che equivale alla "commissione in tempi ravvicinati", nonché la "conducibilità ad una programmazione unitaria" della suddetta violazione, "è plausibile ritenere che il conducente (...) abbia commesso tutte le violazioni nello stesso punto per un'errata interpretazione della normativa".

In questo caso, quindi, la violazione reiterata in un tempo pari a tre giorni, suggerisce che il motociclista ritenesse di circolare entro i limiti di velocità, commettendo un palese errore mentre passava vicino all'autovelox.

Per questo motivo, i ricorsi sono stati accolti ed entrambe le multe sono state annullate.

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