Potrà essere presentata solo a partire dal gennaio del 2022 la domanda per accedere al bonus idrico. Si tratta di una misura introdotta con lo scopo di ridurre lo spreco di acqua che avviene a livello domestico. Come molte delle iniziative simili, anche questa prevede che alcuni interventi espressamente elencati da una norma di legge possano essere eseguiti a totale o parziale carico dello stato.

Considerato che gli interventi finanziabili possono essere quelli eseguiti dal primo gennaio al 31 dicembre del 2021, c’è ancora tempo per farli e usufruire dell’aiuto messo in campo dal governo. Si tratta di bonus che sono approvati e concessi fino ad esaurimento del fondo messo a disposizione. Si terrà conto, per la priorità di liquidazione della data di presentazione della domanda, e non di quella in cui sono stati eseguiti gli interventi.

Semmai si dovrà essere abbastanza celeri nel registrarsi sul portale, quando sarà reso disponibile dal Ministero della Transizione Ecologica. Attenzione, poi ai dettagli: tipo di interventi che sono finanziabili, documenti da presentare e modalità di pagamento accettate. In questo ci viene in aiuto il Mite, che ha messo a disposizione degli utenti le risposte alle domande più frequenti.

Chi può chiedere il bonus idrico

Il bonus idrico, come stabilito dal decreto ministeriale numero 395/2021 è rivolto a tutti i residenti in Italia, purché siano maggiorenni. Devono inoltre avere un diritto reale su un edificio o su una parte di edificio già esistente.

Rientrano tra i diritti reali sia la proprietà sia l’uso, l’usufrutto e l’abitazione. Esteso il bonus anche a chi abbia un diritto di godimento preesistente alla data in cui si sono svolti i lavori.

Quando si tratti di un edificio che abbia più di un proprietario la richiesta può essere fatta anche da uno solo. Alla domanda però si dovrà allegare la comunicazione fatta agli altri proprietari di avere intenzione di usufruire di quel beneficio.

In caso di parenti stretti conviventi, la domanda deve sempre essere intestata al proprietario e nell’ipotesi in cui per esempio l’appartamento sia intestato ad entrambi i coniugi va sempre confermato che l’altro sia stato avvertito.

Che cosa copre il bonus idrico

La legge di bilancio del 2021

ha introdotto il bonus idrico, che ammonta a un massimo di 1.000 euro a copertura di spese effettivamente sostenute, e dimostrate nel periodo compreso tra gennaio e fine dicembre del 2021.

Sono oggetto di questo sussidio solo le spese che riguardino l’acquisto e la successiva posa in opera di sanitari in ceramica con un volume massimo di scarico che non superi i 6 litri.

Possono essere inseriti nel conto delle spese anche i relativi impianti di scarico e tutti i lavori necessari, anche quelli per le opere murarie e idrauliche necessarie. Inoltre via libera all’addebito al bonus della rimozione e dello smaltimento dei vecchi sanitari. 

Consentiti inoltre le spese per comprare e fare installare rubinetti o miscelatori destinati sia al bagno che alla cucina. Vi sono espressamente inclusi anche gli impianti per il controllo del flusso d’acqua non superiori a 6 litri al minuto.

Approvati anche i soffioni e le colonne per la doccia che abbiano una portata inferiore o pari a nove litri al minuto. Anche in questo caso interventi in muratura, di tipo idraulico e dismissione del vecchio impianto sono spese rimborsabili.

Le faq pubblicate sul sito del Mite ci fanno poi una lista di spese che sono sicuramente escluse. Tra queste sono elencate il piatto della doccia, il sedile del WC, il copri vaso, il bidet e il lavandino. Il box doccia sempre escluso, anche se ha la colonna integrata che risponde ai criteri di portata stabiliti per legge.

No anche agli autoclave e ai serbatoi di accumulo per chi si trovi in zone a carenze idrica ed abbia la necessità di avere delle scorte.

Sempre escluse le spese di trasporto delle merci acquistate sia che si tratti di prodotti consegnati a casa dal venditore o che ci vengano recapitati da un corriere per acquisti on line.

A proposito della indicazione di sanitari in ceramica, il Mite precisa che si tratta di una condizione tassativa. Nonostante oggi in commercio si trovino per la maggior parte prodotti in resina, quel materiale non è ammissibile per avere il bonus.

Anche gli acquisti online danno diritto al bonus idrico

Il bonus idrico non fissa dei vincoli sui negozi dove si devono fare gli acquisti dei prodotti necessari all’intervento. Via libera sia a negozi, alla grande distribuzione e anche alle spese online.

L’unica cautela sarà quella di farsi fornire dal venditore una fattura elettronica o un altro documento commerciale avente pari valore che attesti l’avvenuto acquisto in modo regolare.

Il documento non potrà essere, né se relativo ad acquisti fatti online né per quelli fatti in un negozio tradizionale una fattura o uno scontrino generico. Deve essere richiesto anche l’inserimento delle specifiche relative all’acquisto effettuato.

Si deve capire che la spesa si riferisce solo a quei prodotti. Si deve inoltre poter risalire alle caratteristiche, che devono coincidere con quelle stabilite per legge.

Legittimo sia fare le spese presso negozi italiani, che presso negozi, magari online con sede all’estero. La regola è sempre che deve essere in grado di rilasciare la documentazione da allegare alla domanda.

Evitare di concludere la transazione se il venditore non è in grado di emettere anche quest’ultimo documento, perché esserne privi significa non avere diritto al bonus. Neppure un’autocertificane in questo caso è sufficiente.

I lavori danno diritto al bonus solo se corredati da fattura

Ci dicono le domande frequenti del Mite che alla domanda per il bonus idrico deve essere allegata la fattura elettronica di chi ha eseguito i lavori. Per gli operai che non siano tenuti a questo obbligo è sufficiente la consegna di una fattura, o di un documento commerciale

che certifichi i lavori eseguiti o l’acquisto di un bene, copia del versamento bancario o postale oppure il documento che attesti che il pagamento sia avvenuto con un altro dei metodi messi a disposizione delle banche.

Consentito anche l’uso di carte di credito, di debito o prepagate, di assegni sia ordinari che circolari o con bonifico parlante.

Nell’ipotesi in cui fosse utilizzato un assegno scoperto, il pagamento si considera come non effettuato e il bonus verrà negato. Sempre esclusa l’ammissibilità di spese che sono state pagate in contanti, vista l’impossibilità di tracciarle.

Quando presentare la domanda per il bonus idrico

Al momento non c’è ancora una data precisa a partire dalla quale le domande potranno essere caricate sul portale del Ministero della Transizione Ecologica. Quello che è certo è che le procedure inizieranno ad essere accettate l’anno prossimo, quando saranno conclusi i termini entro cui eseguire i lavori.

Il Mite si riserva di diffondere in tempo utile un comunicato con la data di partenza della raccolta delle istanze. Si ricorda che questo è uno di quei casi in cui i primi che arrivano meglio stanno. Si tratta infatti di un fondo a capienza limitata che potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le richieste. Le domande saranno approvate in ordine di ricezione. 

Come presentare la domanda per il bonus idrico

Le domanda per avere accesso al bonus idrico potranno essere presentate solo sulla piattaforma dedicata. L’accesso sarà consentito solo con SPID o carta di identità elettronica. Seguendo le indicazioni presente a portale dovranno essere inseriti nome, cognome e codice fiscale del richiedente.  Inoltre l’importo della spesa di cui si richiede il rimborso.

Si ricorda che la spesa massima che è possibile richiedere è quella eeh è stata sostenuta, ma in ogni caso non può superare i mille euro. Nel caso il costo degli interventi fosse superiore la differenza sarà a carico di chi fa la domanda.

Sempre con un’autocertificazione dovranno essere indicate le specifiche relative ai tipi di lavoro eseguiti. Sono poi richiesti i dati che identificano l’immobile su cui sono stati fatti i lavori: comune, sezione, sezione urbana, foglio, particella e subalterno. Va inoltre specificato a che titolo si fa la domanda.

Servirà inoltre la dichiarazione di non avere ottenuto altri bonus in relazione agli stessi lavori e di avere avvertito eventuali comproprietari dell’intenzione di avvalersi del bonus idrico. Ultimo dato da non dimenticare è l’IBAN su cui dovrà essere versata la somma a cui si ha diritto.

Copia della fattura con le specifiche dovrà essere sempre allegata salvo i casi in cui sia possibile utilizzare un documento commerciale al quale vanno allegate copia dei pagamenti effettuati. In ogni caso: fattura o documento commerciale dovrà contenere il nome e il codice fiscale del richiedente.

Quando la domanda per il bonus idrico viene rigettata

Tutte le domande che risultino incomplete o che siano state compilate in modo errato verranno rifiutate. Per domanda incompleta si intende sia quella che non contenga tutte le informazioni che sono richieste a portale, sia quella alla quale non siano stati allegati tutti i documenti richiesti. Oppure siano stati allegate fatture incomplete o intestate ad altri.

È da tenere conto che su quanto è stato dichiarato saranno fatti dei controlli prima di dare il via libera al bonifico. Fornire dati falsi o errati costituisce motivo di esclusione da questo bonus.

Il fatto poi che l’utente autocertifica le informazioni che fornisce lo espone, nel caso falsifichi dei dati anche alle sanzioni di tipo penale previste dalla normativa su questo tipo di dichiarazioni. 

Controlli, possono, poi essere fatti anche in seguito, se per esempio risultassero delle incongruenze con altre domande, e se portassero alla luce una frode comporterebbero la restituzione di quanto ricevuto oltre al pagamento di sanzioni e di interessi.

L’ultima ragione di rigetto della domanda non ha nulla a che fare con la correttezza della stessa. E quella dell’esaurimento dei fondi, che sono limitati. Quanto mai, importante, quindi essere celeri a caricare la propria domanda e precisi nel fornire i dati, perché non c’è una seconda possibilità.