Bonus prima casa: spetta a chi ha ereditato un immobile?

I soggetti che hanno ereditato un immobile possono usufruire del bonus prima casa? Ecco cosa sancisce la normativa statale.

Bonus prima casa: spetta a chi ha ereditato un immobile?

Molti contribuenti si domandano se quando si eredita una casa si può usufruire del Bonus Prima Casa e quali procedure bisogna seguire per ottenerlo. Innanzitutto, chiariamo che l'agevolazione in questione riguarda esclusivamente le imposte catastali e ipotecarie che, tra l'altro, vanno versate in misura fissa.

Inoltre con il bonus casa si concede un aiuto, nel 2023, ai giovani che hanno un'età non superiore ai 36 anni. Ricordiamo infatti che, ai giorni nostri è molto difficile riuscire a crearsi una dimora stabile. Il problema è causato dalla presenza di contratti di lavoro poco stabili. La maggior parte delle aziende, infatti, propongono periodi lavorativi part-time che non superino i sei rinnovi di collaborazione. Così facendo, l'economia subisce una sorta di blocco che, al momento, viene arginata dai sostegni garantiti dallo Stato.

Prima casa: ecco a cosa serve il bonus

Il Bonus prima casa è un'agevolazione introdotta con il decreto legge del 2021 (n. 73). Si tratta di agevolazioni fiscali applicabili dallo scorso 26 maggio 2021 fino al 31 dicembre 2023. La proroga di sei mesi - attuata nell'anno in corso - è stata proposta lo scorso 30 giugno. Ma a cosa serve il bonus?

L'agevolazione serve a fare accedere le fasce giovani all'ottenimento di un mutuo per l'acquisto di un'abitazione. Essa offre diversi benefici:

  1. 1.

    esenzione dal pagamento di alcune imposte (di registro, catastale e ipotecarie). Si ottiene sulle compravendite che non sono soggette a Iva.

  2. 2.

    in caso di un acquisto soggetto a Iva si può usufruire delle esenzioni appena citate e, inoltre, del credito d'imposta che ammonta allo stesso valore dell'Iva pagata al venditore.

Agevolazioni prima casa: spetta all'erede?

Per rispondere al quesito è necessario analizzare l'articolo 69, III comma, Legge n. 342/2000. La norma prevede un'unica applicazione dell'imposta catastale e ipotecaria pari a 200 euro ciascuna in caso di trasferimenti immobiliari. Si tratta, quindi, di casi legati alla successione oppure alla donazione. In ogni caso, ciò avviene se il beneficiario ha i requisiti di idoneità per godere del Bonus prima casa.

Ricordiamo che tra i requisiti principali dell'immobile emergono:

  • deve rientrare nelle cosiddette categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

  • deve avere una collocazione nel territorio del Comune di residenza del contribuente;

  • il contribuente non deve possedere altri diritti di usufrutto oppure di proprietà di altri immobili nella regione di appartenenza né nel territorio nazionale.

Le regole per beneficiare delle agevolazioni

Chiariamo ora se e quando il contribuente può usufruire del Bonus prima casa. Ebbene sì, ma è necessario seguire alcune procedure imposte dalla legge. Infatti, il contribuente deve manifestare le sue intenzioni mediante una dichiarazione da integrare nell'atto di donazione oppure tramite una dichiarazione sostitutiva. Però, è molto importante che, la dichiarazione venga redatta nel rispetto degli artt. 46 e 47 facenti parte del Dpr n. 445/2000.

Inoltre, il contribuente ha l'obbligo di evidenziare la sussistenza al momento del trasferimento dell'abitazione.